COLPI DI TACCO (SPECIALE ROMA-ATALANTA) di Mario BIANCHINI

Colpi di tacco si, ma più grinta…

Una coincidenza casuale mi mette in un bel guaio. Mi accorgo che il “canonico” Colpi di Tacco. destinato a vedere la luce il martedi  di ogni settimana, stavolta incappa nella gara -Atalanta.

Addio elucubrazioni, racconti del passato, rimembranze sempre arzilli a raccontare le avventure romaniste dei tempi belli insieme con Dino Viola e Nils Liedholm.

Urge spazio all’attualità dello scontro all’Olimpico fra giallorossi e bergamaschi che un curioso disegno della sorte induce a titolare giusto appunto “Colpi di Tacco “in omaggio al superbo gesto di .

Esso sembrava spianare la via ad un facile successo quando la fece da padrone il paradosso dei paradossi.

Mai ‘colpo di tacco’  fu più nefasto. Da quel momento, come neve sciolte al sole, si dileguavano le idee giallorosse .

Si era appena spento il clima di baci e abbracci, quando cominciava la sinfonia degli uomini di Gasperini.

Sempre primi sulla palla, manovra fluida , sembravano coltelli nella difesa giallorossa abbonata alla premiata ditta del burro .

La facilità con cui giungevano dalle parti del povero portierone romanista , faceva tornare in mente la scenetta di cui fu protagonista in anni antichi il pugile . La compagna del campione, ironia della sorte,  si chiamava Franca Marzi.

La metafora calza alla perfezione.

Steso al tappeto, gonfio di botte, non faceva che implorare :” Franca m’arzi, aiuteme a rimetteme in piedi, porteme a casa questi me massacrano de cazzotti.”.

Scena identica quella del’Olimpico dove ogni romanista annaspava cercando inutilmente la propria Franca Marzi

Evitata la goleada da un paio di robusti accenti di De Rossi, giungeva propizio il fischio arbitrale mentre  Di Francesco tuonava a bordo campo: “ragazzi a che gioco giochiamo ?

Stiamo facendo ridere mezza Italia. Non è possibile, non è questa a mia .Cambio solo tre, faccio entrare  Kluivert, Nzonzi, Schikc , quando avrei voglia di sostituirvi tutti”_.

Dalle nostre parti l’orgoglio non è acqua.

Messo il freno ai ragazzotti bergamaschi, cominciarono a rullare i tacchetti romanisti. Sembravano tamburi di una banda scatenata.

Ma non inganni la squadra di Di Francesco. Se reazione c’è stata, a tratti entusiasmante, essa è rimasta confinata entro la voglia di riscatto.

La qualità di gioco è un’altra cosa.

Fortunatamente non mancano muscoli e garretti adatti alla bisogna,

Perdonata la serata ferragostana , con la mente ancora sotto l’ombrellone, fuori la classe a cominciare da S. Siro.

Da venerdi, contro il Milan di Gattuso, la gente giallorossa si aspetta quanto meno la del secondo tempo visto ieri. Essa che ha sfiorato addiritura il ” colpo ” grosso da non confondersi però, con “colpi ” di tacco.

Ragazzi, per favore, non mi guastate la rubrica



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