ROMA-ATALANTA. VOTI A RENDERE di Paolo MARCACCI

Nuova puntata della rubrica del nostro geniale Paolo che da buon professore, da i voti alla giornata appena trascorsa… Una rubrica da non perdere…

10) Strootman
Grazie di tutto, come nel più banale dei congedi; anche perché il suo disappunto è lo stesso di una tifoseria che conta un leader in meno dopo che il nastro di partenza era già stato tagliato. Se è giusto dire che dopo l’infortunio non era più stato il centrocampista “totale” che i romanisti avevano ammirato il primo anno, lo è altrettanto sottolineare che era rimasto imprescindibile per le occasioni importanti, quanto a sapienza tattica, fondamentali, tensione agonistica. Per dirla tutta, a Torino aveva iniziato la stagione nel modo giusto. Ha incarnato, tra i pochissimi stranieri nell’ultimo decennio, l’appartenenza alla maglia giallorossa.
Facile e amara previsione: diverrà in poco tempo un idolo del Vélodrome.

9) Vettel
A Spa azzecca tutto, parte con rabbiosa lucidità e infila Hamilton in maniera pulita; resta lucido nei momenti nevralgici del Gran Premio del Belgio, a cominciare dalla bandiera verde dopo la safety – car.

8) Antenucci
Gol pazzesco, pregevolezza tecnica esaltata dal massimo coefficiente di potenza e coordinazione. Suscita paragoni importanti, una segnatura del genere, ma è una rete talmente bella da farci nominare soltanto il suo esecutore. E la Spal va.

7) Borini
Bello, imprevedibile e utile nell’economia dell’azione, l’appoggio di testa in tuffo da cui scaturisce la sforbiciata di Bonaventura al San Paolo.

6) Cristiano Ronaldo
Al netto delle banalità dei servizi televisivi e della loro ridondante grancassa, prosegue nel prendere le misure al nostro scorbutico torneo, piazzando i suoi lampi con frequenza variabile, cercando senza angoscia gli spunti che si moltiplicheranno.

5) Di Francesco
confusionaria, sistematicamente seconda sul pallone durante un primo tempo da incubo, contro un’Atalanta di scorta. Prima dell’ingresso di Nzonzi, centrocampo a encefalogramma piatto, di corsa fine a se stessa.

4) Spalletti
Ci risiamo: se le cose vanno male, come stanno andando di questi tempi, in conferenza ricomincia a rispondere in modo piccato e provocatorio a chi fa domande legittime.

3) Donnarumma
Anche a Napoli, distrazione e amnesia gli impregnano i guanti. Deve fare in fretta a uscire dal limbo dei suoi infortuni tecnici.

2) Mourinho
Forse, oltre la barriera dell’autopromozione e del lavoro che dà ai titolisti di tutta Europa, comincia a essere passato di cottura.

1) Il comunicato di De Laurentiis verso De Magistris
Disfida tra guappi, visti i toni; in mezzo sta una tifoseria entusiasta che non merita questa tammurriata.

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