PARMA-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego – Un nuovo passo avanti dopo i tre punti ottenuti col Sassuolo. L’auspicio che sia il prodromo per un 2019 equilibrato e continuo per questa squadra, che deve entrare nelle prime quattro e fare più strada possibile nelle due coppe.

C’eravamo illusi, già in autunno, che fossimo ripartiti: poi giunse l’inopinata sconfitta interna con la Spal. Ci andiamo quindi con i piedi di piombo, evitando controproducenti e prematuri trionfalismi.

Parlando in modo specifico di ieri, la ha fatto tutto ciò che doveva fare: ha atteso in maniera intelligente il momento buono per colpire; ha sfruttato ancora una volta un calcio piazzato; ha limitato al massimo Gervinho, cui è stata concessa solo un’ingenua punizione al limite da Fazio.

Molto bene Cristante, che da settimane si sta adattando in un ruolo non suo, prendendosi anche responsabilità che toccherebbero al sempre rivedibile Nzonzi.

Fino al goal, per me, Ünder era stato al limite dell’irritante (dov’era quando Barillà, tutto solo, lancia Siligardi a tu per tu con Olsen?): per fortuna trova prima l’assist per il numero 4 e poi il goal del punto esclamativo, dopo il tocco di Pellegrini.

Un recupero importante, quello di Lorenzo: “Leader”, ha detto . Forse ancora presto per mettersi la squadra sulle spalle; ma di certo condottiero tecnico, sì.

È rientrato il numero 7; di nuovo titolare uno Džeko comprensibilmente ancora un po’ arrugginito; quattro giorni fa abbiamo rivisto bene ; in panchina ieri si è riaffacciato El Shaarawy.

Insomma, se recupera finalmente i suoi migliori è di certo più facile proporre una squadra che giochi e vinca con continuità. A questo – gutta cavat lapidem – non può non accompagnarsi un mercato all’altezza, che turi le falle presenti.

Ci rileggiamo il 15 gennaio, dopo la partita di Coppa Italia contro l’Entella: nel frattempo, il mio più caro augurio di uno splendido 2019 a tutti i lettori de “La ”.

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