VOTI A RENDERE di Paolo MARCACCI

Nuova puntata della rubrica del nostro geniale Paolo che da buon professore, dà i voti al weekend appena trascorso… Una rubrica da non perdere…

10) La memoria di Gaetano Scirea
Infangare un nome che appartiene a tutti, oltre le strisce che ha vestito in carriera, in qualità di esempio, equivale a chiamarsi fuori da qualsiasi comunità tifosa, civile, umana. E vale anche per i 39 innocenti dell’Heysel.

9) Arjen Robben
A fine stagione, dopo dieci anni, svestirà la maglia del Bayern Monaco. Ogni appassionato d’Europa, in cuor suo, custodirà fotogrammi d’autore, sempre colti a folle velocità.

8) Nicolò
Giocatore apollineo, che esibisce con naturalezza una tecnica adamantina, supportata da eleganza naturale. Per completezza, non disdegna nemmeno la battaglia.

7) Rodrigo Bentancur
Un endecasillabo sciolto a pelo d’erba, il suo diagonale in quel
di Firenze. Crescita costante, di pari passo con l’utilità tattica.

6) Aleksandar Kolarov
Mette sul dischetto un pallone pesantissimo, zavorrato da diversi destini, oltre a quello della partita contro l’. Dopo la perentoria conclusione, esultano tutti, anche quei tifosi che di calcio capiscono un po’ meno di altri.

5) Luciano Spalletti
Sembra sempre voler sedare le polemiche che fioriscono quando si ritrova (spesso creandosi da solo il pretesto) a parlare della e di Totti. Poi, però, c’inzuppa il biscottino. ‘Nnaggia Lucia’!

4) Gianluca
Sempre lo stesso atteggiamento da esattore del fisco che citofona la mattina di Natale. Circa le decisioni, poi, da danni veri, che potrebbero costare carissimo.

3) La discrezionalità sull’utilizzo del VAR
Forse non è ancora del tutto chiaro che, a causa del nuovo protocollo, gli arbitri scarsi o psicologicamente sudditi dei grandi club possono fare ancora più disastri.

2) L’Europa League 2
Un terzo torneo, con più partite e più club, con la qualità che precipita, con l’appeal ridotto quasi a zero. L’ammucchiata meno sexy (calcisticamente parlando) che esista.

1) I mostri di Firenze
Non cadiamo nell’errore di chiamarli tifosi della Fiorentina, anche se tali si definiscono. Coltivano l’odio per noia e per ignoranza assoluta, al punto che non sanno nemmeno scrivere i nomi di quelli che vogliono insultare.

 

 

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