ACCADDE OGGI… ROMA-LAZIO 2-2 (Mauri, Anderson, Totti 2)

2015 – Questo è il derby, coi sapori forti del primato ( contro Juve) e del terzo posto-Champions (Lazio contro Napoli). Questo è il derby per capire meglio la salute del calcio Capitale, sotto gli effetti di prospettive -reciproche- di alta classifica. E l’impatto, fatti salvi i primi dieci minuti di nevrosi e di non-calcio reciproco (succede, nei derby: è la prassi), ha quei connotati che non ti aspetti o forse sì, visti gli ultimi chiari di luna.

L’impatto di una Lazio forte e leggera che sovrasta una ripiegata su se stessa, tolti -appunto- quei dieci minuti di sgarbi e tensioni reciproci. Un paio di assaggi da lontano, Candreva (12′, pallone appena fuori) e Parolo (20′, parata di De Sanctis), poi si innalza sul derby il fattore-Anderson, fenomeno dell’inverno biancazzurro e quel che sarà vedremo, brasiliano capace di tutto. Come inventarsi il magnifico assist in corsa per il comodo 1-0 firmato da Mauri al 25′, e per spedire alle spalle di De Sanctis il sinistro dal limite che al 29′ mette sul derby il marchio del 2-0.

Quel che succede, fra Lazio e , fra Anderson la difesa della , sta nel 2-0 scritto nel primo tempo. Nel senso che sulla corsa del brasiliano, a destra o a sinistra che sia, ci sono tutte le ansie di Maicon e Holebas, di Astori e Manolas, e tutte le virtù di Candreva e Mauri e pure di Djordjevic, che trovano spazi e occasioni e un calcio pulito, piacevole. Fin troppo.

Come sia stordita la del primo tempo lo si capisce dallo score dei tiri in porta: 5 della Lazio, 0 (zero) dei giallorossi, incapaci di costruire attorno a , Florenzi e Iturbe qualcosa che possa spaventare Marchetti.

L’intervallo, per Garcia, è un salutare momento di riflessione e di cambi. Con Strootman e Ljajic, per Nainggolan e lo spento Florenzi. E l’intervallo serve eccome per far riprendere alla i connotati di se stessa. Col beneficio del gol immediato, al 3′ st, che è il segno distintivo del capitano () che non sbaglia l’appoggio sul tocco-assist di Strootman. 1-Lazio 2, e tutto il sapore del primo tempo ha un… sapore diverso. Il filo dell’off-side di è un problema relativo.

E questo sapore diverso è il segno del derby che si ribalta. Un tiro-gol di Iturbe deviato da Marchetti è il prologo al palo di Mauri (14′ st), con De Sanctis strabattuto, che nega il decollo-bis della Lazio. E alla prodezza dell’immenso che vola, in semirovesciata, per spedire in gol un pallone quasi impossibile, su cross di Holebas da sinistra. E’ il 19′, il 2-2 diventa il castigo di una Lazio che si è distratta in difesa, il conto di un derby folle e brutale che la (Garcia) ha il merito di aver aggiustato con il carisma e la classe di Strootman e gli eccessi di Ljajic.

L’equilibrio, a quel punto, diventa il precario senso reciproco di quel che resta da giocare. Sarebbe imperdonabile smarrirsi, soprattutto per i ragazzi di Pioli. Così fuori Anderson e Djordjevic, per Onazi e Klose, la non è più quella senza argomenti del primo tempo e le prove di 3-2 si fermano dinanzi alla parata (difficile) di Marchetti su Strootman al 26′ st e soprattutto quella di De Sanctis al 44′ st sulla girata ravvicinata di Klose.

Il 2-2 non rattrista nessuno. Senza rendere conto di felicità particolari. Se un giudizio va dato, meglio la Lazio. E meglio di tutti.

(fonte: SPORTMEDIASET)


Tabellino partita:
(4-3-3): De Sanctis; Maicon, Manolas, Astori, Holebas; Pjanic, De Rossi, Nainggolan (45′ Strootman); Florenzi (45′ Ljajic), , Iturbe (81′ Destro)
All.: Garcia

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, De Vrij (76′ Cavanda), Cana, Radu; Parolo, Biglia; Candreva, S. Mauri, F. Anderson (65′ Onazi); Djordjevic (65′ Klose)
All.: Pioli

Arbitro: Orsato, Guardalinee: Tonolini – Manganelli, IV Uomo: Nicoletti, Addizionali: Banti – Gervasoni

MARCATORI: Mauri 24′, Felipe Anderson 28′, 46′ , 64′
Ammoniti: Felipe Andreson 15′, Cana 30′, Iturbe 31′, Mauri 31′, Nainggolan 38′, Marchetti 50′, Pjanic 57′, De Rossi 73′
Spettatori: 51.252

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