CHIEVO-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego – Una serata ordinaria per una squadra che punta a entrare in Champions League. È più o meno la sintesi della gara di ieri sera, che ha visto la abile nel sopire l’ardore clivense con due reti nei primi minuti dei due tempi.

Non c’è da esaltarsi, per carità: l’avversario è con un piede e trequarti in B e, personalmente, la cosa non mi spiace neppure troppo, anzi.

Si sono comunque viste delle buone cose: la crescita di Karsdorp, l’applicazione di Schick (ancora un infortunio, però!), Nzonzi a suo agio come centrale “solitario”, El Shaarawy che quando si alza col piede giusto merita sempre una menzione, l’infinita classe di Dzeko. Mirante ha fatto un ottimo intervento, va detto, sebbene questo non sposti molto il mio giudizio complessivo su un portiere che non avrei scelto come dodicesimo.

Questione Kolarov: segna e aiuta la a vincere. La cosa principale. Il gesto dell’inchino è evidentemente provocatorio ma, personalmente, preferisco sempre i giocatori con personalità, che non piangono per le pressioni di radio, giornali, “ambiente” e hanno gli attributi per affrontare i contestatori. Ciò detto, meglio sarebbe un confronto a Trigoria, come avvenne vent’anni fa con Delvecchio, per silenziare la questione e concentrarsi tutti solo sulla .

Per quanto riguarda martedì: il primo punto è evitare brutte figure. Poi, a salire, si può pensare a battere il Porto e a passare il turno. Non dimenticare subito i recenti, dolorosi, insegnamenti.

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