ROMA-FIORENTINA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego “(..) Che chi si accontenta gode, così così” canta Ligabue. Versi metaforicamente intonati nel dopo partita di ieri anche da Claudio Ranieri e da molti tifosi romanisti.

Rimaniamo quasi soddisfatti di una squadra che ha dato un’idea minima di collettivo e che ha rimontato due volte un avversario privo di vere motivazioni.

Insomma, prendiamo quello che dovrebbe essere alla base dell’attività di ogni sportivo – l’impegno – come un qualcosa da sottolineare, forse per non soffermarci troppo sull’ennesima occasione persa per inseguire ancora l’Europa che conta.

Il pareggio ti lascia lì, tra color che son sospesi, all’interno di una classifica virtuale dove si aspetta la gara dell’Atalanta e il recupero della Lazio con l’Udinese.

Di buono, oltre al succitato impegno, c’è poco davvero: si continuano a subire reti evitabili; s’insiste – quasi senza eccezioni – nel perdere palloni banali in uscita dalla propria area; si aumenta di volta in volta, inoltre, il numero degli infortunati muscolari. Il goal all’Olimpico in campionato per Džeko, poi, continua a essere una chimera.

Di positivo c’è ovviamente Zaniolo: molti dicono non possa fare l’esterno d’attacco ma debba giocare mezzala; io vedo un calciatore dal fisico straordinario, con la qualità del trequartista e la capacità di segnare come un attaccante. Più che se sulla fascia o al centro, mi preoccuperei di tenerlo il più vicino possibile alla porta avversaria. E, ovviamente, di blindarlo.

Mi prendo con piacere anche l’impatto di Lorenzo Pellegrini sulla gara, calciatore per cui non ho mai nascosto un debole, che tra l’altro aveva fornito due ottimo assist non sfruttati per Džeko e Nzonzi.

Su Kluivert, mi allineo onestamente all’atteggiamento dello stadio al momento della sostituzione: applausi per i due assist; fischi per alcune giocate superflue e per i tanti palloni persi anche in zone pericolose del campo. Ma, anche se molti a fanno ancora finta di nulla, sono cose queste che si scontano quando si esige che dei ragazzini, per quanto talentuosi, siano già pronti per il grande calcio.

“Genova per noi”, ora, citando un altro cantautore: per i giallorossi rappresenterà una sentenza sul prosieguo di questa finora disgraziata stagione.

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