VOTI A RENDERE di Paolo MARCACCI

Nuova puntata della rubrica del nostro geniale Paolo che da buon professore, dà i voti al weekend appena trascorso… Una rubrica da non perdere…

10) Bayern Monaco 
La Partita, con la maiuscola, ideale: dovrebbe capitare almeno una volta nella vita di ogni tifoso, nella storia di ogni club. La cornice dell’Allianz a sublimare il tutto, la vetta della classifica come Graal.

9) Daniele
Genova per noi: compatta, esalta, registra il meccanismo, amministra se stesso e al contempo la partita. Ah, segna anche il gol decisivo ma, rispetto al resto, è un dettaglio.

8) Andrew Hove
Il razzismo in Italia nasce dalla paura, il calcio amplifica tutto: sintesi intelligente, indipendentemente dal fatto che la si condivida in toto, o in parte.

7) Brian Cristante  
Una stagione trascorsa, tra le mille difficoltà della , consolidando il proprio rendimento, i nuovi compiti tattici, l’impatto sulle partite.

6) Leonardo
Al termine di Juventus – Milan, uno sfogo espresso con grande compostezza, perentorio nei contenuti. Ragionevole, inoltre, perché ha ragione.

5) Marco Giampaolo
Un po’ “piangina”, detto alla milanese, al termine di Sampdoria – . In maniera immotivata, oltretutto. La sua squadra è implosa nella ripresa, per quanto riguarda intensità e lucidità nel palleggio. Una sintesi dei difetti che, nel corso delle varie stagioni, le sue squadre hanno evidenziato.

4) Michael Fabbri
Al di là dell’episodio del rigore negato al Milan e di altre sviste macroscopiche (anche il gol annullato a Kean), ha dato costantemente l’impressione di non avere in mano la partita e di patire il peso delle proprie decisioni.

3) Come sopra, ma con un errore più ancora più marchiano in Lazio – Sassuolo, perché il calcio di rigore concesso ai biancocelesti è frutto di uno stravolgimento della regola.

2) Cori e insulti durante il minuto di silenzio di Inter-Atalanta. 
In questo caso non c’è nemmeno bisogno di motivare il voto.

1) Tutti quelli, compresi Bonucci e Allegri, che hanno rimproverato Kean a Cagliari.
Rimproverato per? Perché, sottinteso nelle loro dichiarazioni, dovrebbe ricordarsi di essere nero, ancora prima che glielo ricordino gli ululati avversari. Profonda malinconia. 

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