VOTI A RENDERE di Paolo MARCACCI

Nuova puntata della rubrica del nostro geniale Paolo che da buon professore, dà i voti al weekend appena trascorso… Una rubrica da non perdere…

10) Charles Leclerc

È stato perfetto, per tutto il week end in Bahrein, finché è dipeso tutto da lui. 
Ora toccherà alla Ferrari esaminare la power-unit; una cosa però è certa: alla delusione per una vittoria sfumata corrisponde il preludio a una grande parabola automobilistica. 
Godiamocelo.
 
9) Liverpool – Tottenham
Per la cornice, per i contenuti, per Il pathos. Il 2-1 finale sarebbe potuto essere benissimo un 1-2: questo avvalora il nostro entusiastico giudizio.
 
8) Valentino Rossi 
Un podio di classe, di caparbietà, di forza. Sullo sfondo di una straordinaria longevità agonistica.
 
7) Rolando Mandragora
Contro il Genoa segna esibendo un controllo e una conclusione che, se l’autore fosse stato qualcuno dal nome più celebre e “metropolitano”, oggi sarebbero nelle sigle d’apertura di ogni programma sportivo.
 
6) Sebastian Vettel
Dopo l’errore, profonde tutto se stesso per chiedere alla macchina la massima rimonta possibile. Non è un momento facile per lui: per questo andrebbe giudicata ogni sua gara con la massima obiettività possibile, senza pregiudizi o preconcetti di sorta.
 
5) Claudio  
Lo sappiamo bene che non può avere ancora nessuna colpa e che ha fatto un favore alla ; proprio per questo nelle  dichiarazioni che ha rilasciato dopo la scellerata partita col Napoli abbiamo letto qualche passaggio deresponsabilizzante di troppo.
 
4) Gigio Donnarumma
Non è stata tutta colpa sua, se il Milan è uscito a mani vuote da Marassi, però è come se il risultato lo avesse scritto il suo dissennato assist a Defrel.
 
3) Robin Olsen
A volte, sempre più spesso in verità, sembra un passeggero in attesa a una stazione della Metro. Chiusa, a differenza della sua porta.
 
2) I fenomeni del nulla.
Maghi, filosofi, radical – kitsch: pure quest’anno al Circo Massimo stiamo larghi.
 
1) i moralisti a orologeria: Le bestemmie sono quanto di più deprecabile; peggio ancora, però, chi dispensa giudizi morali ad intermittenza.

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