GENOA-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego – Peccato, perché avevo creduto che il goal di El Shaarawy rappresentasse il colpo vincente.

Ma la di quest’anno regala purtroppo punti a tutti; permette a giocatori di categoria come Lapadula di risultare insidiosi; vive di imperdonabili blackout.

Troppo comodo trovare in Schick, che non avrei inserito, il capro espiatorio: e Kolarov, che anziché spazzare regala l’angolo agli avversari? E Mirante, che si fa trovare nella terra di nessuno?

La ha fatto ciò che ha potuto e che può in questo momento: priva da anni di un vero costruttore di gioco, tenta di far girare il pallone con l’avversario schierato, in attesa di una giocata. Non credo manchi di convinzione o incapacità di capire il peso della gara, quanto di vere soluzioni.

Aspetta la giocata da Pellegrini, troppo intermittente e autore di scelte a volte incomprensibili; l’attende da Zaniolo, per il quale il ruolo mi pare l’ultimo dei problemi (la doppietta col Porto la fa giocando proprio a destra); auspica arrivi da Džeko, pericoloso però solo su angolo.

Florenzi s’impegna ed è propositivo in avanti ma, difensivamente, paga sempre i pochi centimetri (graziato da Kuoame); Cristante si trova a essere il primo centrocampista a toccare il pallone quando i difensori cercano appoggio: ci prova, ma è un giocatore che dovrebbe correre e inserirsi senza pallone, non certo far regia.

Su Nzonzi neanche ci soffermiamo, mentre qualcosa in più su Zaniolo va detto: al di là delle questioni contrattuali, è fisiologico che un ragazzo di vent’anni, trasformatosi dal giorno alla notte in Salvatore della Patria, abbia un evidente calo di prestazioni.

Se fosse tutto scontato, la corsa Champions sarebbe ormai chiusa: non solo Inter e Atalanta ma anche il Milan, che potenzialmente potrebbe fare 12 punti, appare favorito sulla .

Ma tutto scontato per fortuna non è: al di là, comunque, delle fondamentali indicazioni che verranno da Atalanta-Genoa, l’incertezza sul piazzamento finale incide pesantemente anche sul futuro giallorosso fatto, a oggi, solo di complicati sogni.

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