RASSEGNA STAMPA

L’ultimo abbraccio

(IL TEMPO, Austini) Una vita insieme e le strade che si separano improvvisamente. Dopo 25 anni condivisi a Trigoria, fra giovanili e prima squadra, alla Roma resta solo Totti, che capisce bene cosa sta passando il suo erede De Rossi e si accinge a salutarlo domenica. Per poi ritrovarsi, magari, tra qualche anno ancora uno affianco all’altro. La storia in giallorosso del centrocampista di Ostia, iniziata quando aveva 11 anni, si interrompe dopo la gara col Parma, la numero 16 nel club del suo cuore, fissata ufficialmente per domenica alle 20.30 con diretta su Sky. E come accadde a Totti, vestirà per l’unica volta la divisa della prossima stagione, che verrà sfoggiata in anteprima coi ducali: quel «16» sarà un esemplare da collezione. Ma quali calcoli per il miracolo Champions o il quinto posto, nella testa di De Rossi e di tutto il mondo romanista c ‘è solo l’addio di Daniele, da consumarsi tra una pagina di giornale su cui pubblicare una lettera, musiche scelte dal protagonista e parole da scandire col groppo in gola (ma non col microfono allo stadio) prima di partire per le vacanze.

De Rossi aveva capito da mesi che stava finendo così e ora è diviso tra due forze: l’amore e la riconoscenza per i tifosi che lo osannano tra lacrime e rabbia, ma pure la consapevolezza che questa vicenda sta spaccando la Roma, con inevitabili strumentalizzazioni. De Rossi ormai ha la testa «oltre», con Pallotta – ed è paradossale – disposto ad aiutarlo per trovare una squadra negli States. Daniele ha già in mano almeno due offerte dalla Mls, entrambe dalla città simbolo della California: lo vogliono sia i Galaxy di Ibrahimovic sia i Los Angeles Fc capolisti nella Western Conference. Il problema è che, per problemi di salary cap, tutte le proposte dagli Usa sarebbero per la prossima stagione che inizia a marzo 2020, ma il mediano non ha intenzione di fermarsi a lungo e aspetta fiducioso segnali anche da big europee, mentre il Boca sembra al momento una suggestione.

Dall’altro lato Totti, che ieri è entrato nella Hall of Fame Figc e ha ritirato il premio Memorial Niccolò Galli, è pronto a definire con Pallotta un nuovo ruolo in società: l’etichetta è stata trovata da tempo (direttore tecnico) ma bisogna capire cosa e quanto possa fare Totti per dare davvero una mano alla Roma. «In campo mi divertivo di più – ha detto – da dirigente sto capendo alcuni meccanismi che non pensavo ci fossero. Per il nuovo ruolo non so niente, valuteremo». Nessun commento su De Rossi, come da accordi con la Roma per evitare ulteriori polemiche. Quelle a cui Pallotta risponderà probabilmente lunedì da Boston. Intanto ieri, per l’ennesima volta, ha dovuto smentire contatti col fondo del Qatar per la cessione del club.

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