ROMA-PARMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego – Parlare degli aspetti tecnici di una gara da “rompete le righe” è privo di senso.

Concentriamoci allora sulle emozioni, sulle presenze e le assenze allo stadio, su un futuro quanto mai incerto: tutto questo è stato -Parma.

Il tributo a è stato intenso, così come forte la contestazione verso proprietà e consulenti del presidente: tutti rigorosamente assenti, a ulteriore dimostrazione di quanto, prima che di giocatori e allenatori, si debba fare la società.

Bello, molto bello, l’abbraccio a Ranieri, vero “hombre vertical”, a differenza di altri passati da queste latitudini: con eleganza e signorilità, nelle ultime due settimane ha colpito al cuore la , mettendo in mostra tutti i problemi della gestione Pallotta.

Incomprensibili, o forse fraintesi, i fischi al momento dell’uscita dal campo di Džeko, visibilmente contrariato anche per la sostituzione. Ma è abbastanza palese che l’allenatore di San Saba volesse far prendere un applauso al bosniaco destinato, purtroppo, ad andare via.

Tra gli avvenimenti della serata, non quotate le reti di Gervinho, comunque ininfluente, e quella di Nainggolan che, al contrario, determina l’ingresso immeritato in Champions dell’Inter.

Un’immagine forte: Totti, e Bruno Conti insieme; tre simboli e Campioni del Mondo, allontanati o non valorizzati. Un peccato imperdonabile per una società che di valori e appartenenza ha sempre vissuto.

Mancano il DS e l’allenatore, si attende il tourbillon di arrivi e, soprattutto, dolorose partenze: l’unica certezza (a meno di clamorose sanzioni per il Milan) a oggi sono i preliminari di Europa League del 25 luglio. Auguri, .

P.S.: anche per questa stagione, “” si ferma qui. Grazie sempre a tutti voi per l’apprezzamento della rubrica e alla rivista La per lo spazio che mi concede.

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