#AnnoZero. STAMFORD BRIDGE, PROVINCIA DI CURVA SUD

“ANNO ZERO” Marcacci – Perché è stata una notte da incorniciare, quella dello scorso mercoledì Londra? Perché è andato in scena l’orgoglio romanista e c’è qualcosa di più persistente delle belle istantanee della gara, del dominio esibito per la maggior parte dei novanta minuti, dell’autorevolezza di e della lucidità di Gerson, delle geometrie progressivamente lucide di Gonalons, della sontuosa doppietta di e del di Kolarov – il più importante dei tre, perché riporta in partita -; se è per questo, tra l’altro, il migliore in assoluto non era “in” ma bordo campo, perché l’artefice di questa testimonianza di crescita è stato e continuerà essere Eusebio Di Francesco.

Ma c’è stato, dicevamo, qualcosa di meglio e di più. C’è stata nella sua essenza primordiale, la rivendicazione di cosa voglia dire appartenere ai colori giallorossi, rivendicarli e farli brillare in faccia al mondo, qualsiasi mondo. Portare in petto e alzarla fino al cielo, Greenwich come sotto qualsiasi altro meridiano. Cantarla, la Roma, fino far sì che chiunque stesse, ovunque, assistendo alla partita, si sentisse in quel settore ospiti, si sentisse fra i tremila che per tutta la gara hanno testimoniato cosa voglia dire sentirsi un popolo. Alzando la voce ancora di più nel momento più nero e immeritato, vale dire dopo il primo dei due di Hazard.
Non c’era bisogno neppure di pigiare il tasto tramite il telecomando: sono stati i della alzare il volume del nostro orgoglio; somministrando agli inglesi una lezione più perentoria di quella che in campo stavano ricevendo Gli uomini di Conte.
C’è qualcosa di più importante del conquistato (o dei due lasciati?) e della del Girone C che ora sorride: c’è che forse abbiamo trovato un antidoto tutte le nostre divisioni, i nostri settarismi, contrapposizioni, alle eccessivamente numerose “correnti di pensiero” giallorosse; perché ogni volta che vorremo tornare sentirci unicamente romanisti, tutti insieme, non avremo che da ascoltare l’audio di ciò che per novanta e più ha soffiato nel vento di Stanford Bridge, provincia di Sud.

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