EDICOLA. Finchè la Roma Var…

IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La notte gelida, e anche lunghissima, finisce con l’abbraccio più caldo. Sotto la Sud. La Roma, al fotofinish, ritrova il successo. Ma per esultare deve aspettare il verdetto del monitor. Regolare l’appoggio di Fazio, di petto, verso la porta del Cagliari: 1 a 0 all’Olimpico, risultato sofferto e in bilico fino al recupero, per il nuovo scatto in classifica. Dove, momentaneamente, raggiunge al 3° posto la Juventus, da affrontare nello scontro diretto sabato sera allo Stadium e oggi impegnata nel pomeriggio a Bologna. La vetta, comunque, è più vicina, dopo il ko dell’Inter a San Siro contro l’Udinese. Adesso, con la vittoria esterna contro il Torino,in testa c’è di nuovo il Napoli, ma i giallorossi sono a 4 punti e hanno sempre la da recuperare contro la Sampdoria a nel nuovo anno.

ROTAZIONE DI LUSSO – Di Francesco, dunque, allunga la striscia positiva in campionato: nelle ultime 9 partite, 7 successi e 2 pareggi. E ci riesce usando ancora il che, pur non curando l’attuale mal di gol, quasi sempre gli ha permesso di andare a dama. Stavolta funziona più quello in corsa, con i cambi fatti nella ripresa. Dopo il pari di Verona, ecco 6 novità in partenza, con 2 innesti per reparto: e Manolas in difesa, Pellegrini e a centrocampo e Dzeko e Perotti in attacco. Il Cagliari è ordinato e ovviamente prudente nel suo 35-2 che prevede, in fase difensiva, Van der Wiel a destra e Padoin a sinistra, piazzati ai lati dei tre centrali. Il fortino di conta, insomma, su 5 sentinelle davanti al portiere Cragno. E l’atteggiamento paga: i giallorossi, pur avendo sempre il controllo del match, faticano nella prima parte, a costruire occasioni da rete. L’unica chance è il destro di Nainggolan, forte ma centrale: Cragno respinge. Nessun rischio. Qualche errore nel fraseggio consente a Joao Pedro e Pavoletti di ripartire, agevolati dal dinamismo di che spesso li accompagna.

TRIDENTE INEDITO – prova ad adattarsi al ruolo, ancora da metabolizzare, di esterno offensivo. E, anche se si impegna a rimanere largo sulla destra, tende comunque ad accentrarsi. Non ne approfitta che, con la corsia libera, avanza meno di quanto dovrebbe. E lo stesso Pellegrini rinuncia a infilarsi da quella parte. La Roma, insomma, si ritrova a giocare, in alcune fasi della partita, con il doppio centravanti, fino a passare, al minuto 27 della ripresa, al 42-4. Schick, insomma, è come se studiasse in campo i movimenti che gli chiede Di Francesco che, per la prima volta, gli ha dato spazio dall’inizio insieme con Dzeko e Perotti, punti di riferimento dell’attacco dall’inizio della stagione.

MATCH INFINITO – Proprio Dzeko, fuori dal coro fino all’intervallo, è decisivo all’inizio della ripresa, quando conquista il rigore, sfuggito all’arbitro Damato che, dopo aver ammonito il centravanti per simulazione, va davanti al monitor, su input del Var, cambia la decisione e toglie il giallo all’attaccante, atterrato da Cragno.Che però si fa perdonare, intuendo il tiro, piatto lento e scontato, di Perotti che sbagliò, in questo torneo, la trasformazione anche contro l’Udinese. La alza il ritmo. Interviene Lopez: Farias per Joao Pedro. Risponde Di Francesco: per Pellegrini. Si fa male Barella: dentro Deiola. Farias grazia Alisson. In campo, nel finale, pure per il diffidato Nainggolan e, prima del recupero, per Schick. Solo al 4° minuto dei 6 di recupero il gol di Fazio, confermato anche con il Var, su punizione tagliente di e respinta incerta di Cragno. Il leader della difesa, la migliore del con 10 gol subiti (12° clean sheet stagionale), per festeggiare con la Sud deve aspettare un paio di minuti. L’1 a 0, però, è al sicuro: Damato indica il centrocampo. Il tocco è di petto e fa tagliare alla il traguardo.

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