EDICOLA. Una manita di vitamime per proseguire la cura

IL MESSAGGERO (.Ferretti) – Solo non conosce la Roma, anzi la poteva pensare che sarebbe stata una passeggiata di salute. Uno dice: arriva il Benevento, in e con undici sconfitte di fila in alle spalle, quindi non ci sarà alcun problema conquistare i tre punti. Da altre parti, forse; non alla Roma, fenomenale nell’arte di complicarsi la vita da sola.

C’era chi, alla vigilia, parlava di probabile goleada, di occasione per tornare segnare con il ripetitore… Certo, proprio così: in vantaggio dopo sette minuti. Con il quarto (sì, avete letto bene: quarto) di segnato lontano da casa. Una cosa che, tenetevi forte, non accadeva dallo scorso novembre. Tutto vero. Venti abbondanti di interrogativi inquietanti e di cattivi pensieri, poi la rete di comandare il pareggio.

E, immediata, la domanda: riuscirà la Roma segnare un secondo gol, un’impresa che non le riesce addirittura dalla contro la Spal, 2017? Fischio di intervallo, ancora con un per parte. Roma imbambolata, mezza svampita, tenera in e morbidona in difesa. Brutta, senza mezzi termini. Con troppi giocatori presenti ma assenti, con troppe intenzioni non tramutate in realtà, con troppe comparse e rari primi attori.

UNA REAZIONE DI NERVI – E Dzeko? Sornione, lì davanti. Puntuale in alcuni colpi di testa, ma sempre con la mira sbagliata. Tutto questo fino all’accelerazione velenosa di Cencio, chiusa con un altro alto, e al bacio, proprio per il bosniaco. Secondo della Roma, stavolta. Incredibile ma vero.

Tutto finito qui? Macchè. seguire la doppietta del piccolo turco, prima del di Defrel (attenzione, con lui dentro sono arrivati 4 gol) nel recupero. Roba da stropicciarsi gli occhi. Merito della Roma (e delle mosse di EDF),con la complicità di un evaporato dopo l’intervallo. Da segnalare, e con attenzione, la non di per il firmato sotto la Nord: neppure un mezzo sorriso, niente. Rabbia, ovvio: ma contro chi? Era la sua prima casalinga a chiuso, impossibile non pensare un nesso tra il suo e la sua singolare reazione. Lo scopriremo solo vivendo, chissà. Poteva essere una goleada, si diceva in avvio, e alla fine goleada è stata (quei due del Benevento, però, resteranno nella storia, di entrambe le squadre…), ma, al di là del risultato, non è stata una passeggiata di salute. Perché non è (ancora) in salute. Intanto, dammi i tre punti, non chiedermi altro…

6 thoughts on “EDICOLA. Una manita di vitamime per proseguire la cura

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *