JUAN JESUS “Il lavoro che stiamo facendo ci ripagherà”

Il difensore giallorosso ha rilasciato un’ al ufficiale della compagnia di scommesse SNAI. Queste le sue parole

Siamo pochi mesi dal russo, cosa potrà fare il Brasile?
Ho delle belle sensazioni per quanto riguarda il cammino della mia ai in Russia. Il ha concluso bene la fase di qualificazione, questo ha dato tanta fiducia alla squadra. Il può arrivare fino in fondo, ha tutte le qualità per vincere il torneo.

Alisson si sta consacrando come uno dei migliori portieri in Europa, quanto sarà importante il suo contributo per la Selecao?
Alisson sta stupendo tutti tranne me, lo conosco da quando è piccolo. Aiuterà tantissimo il Brasile, che è una che ha sempre avuto portieri fortissimi. Alisson si inserisce questa tradizione, inoltre ora è in grande forma e darà un contributo importante.

In il Fantacalcio è un appuntamento fisso da anni, sai cos’è? Ci hai giocato?
So cos’è, ma non ci gioco. In molti mi scrivono “Ehi fai bene perché ti ho preso al Fantacalcio! Ho bisogno di te!”. Quindi so bene cos’è, so che è giocato da tantissime persone.

Se dovessi consigliare un acquisto di un tuo compagno di squadra?
Direi Alisson! Fa sempre bene, quindi ha un punteggio alto.

Seguivi il campionato di Serie quando giocavi in Brasile? era il tuo idolo?
L’ho seguito abbastanza prima di arrivare qui. Anni fa era il campionato migliore del mondo, tutti volevano giocare qui. C’è stato all’Inter, che ha fatto benissimo e c’era uno dei miei idoli, Lucio.

Tra i tuoi compagni, ti colpisce di più nel lavoro quotidiano?
Sicuramente Strootman, per come lavora, per come interpreta la professione. Arriva sempre prima, va in palestra, cura il corpo, spinge sempre mille in ogni allenamento. Fa sempre qualcosa in più in ogni seduta nell’ottica di migliorarsi sempre. Il ultimamente lo ha fatto giocare in un nuovo ruolo e lui si sta comportando benissimo. Devo dire però che qui alla Roma si lavora sempre con la giusta intensità, sono certo che lavoro che stiamo facendo alla fine ci ripagherà.

Quando hai capito che saresti diventato un calciatore?
L’ho sempre pensato, sin da piccolo. Ma non pensavo di arrivare così lontano, fino alla Roma! Grazie Dio ho giocato in grandi squadre finora. 17 anni avevo già esordito in prima squadra, guardavo i più grandi per capire cosa significasse comportarsi come un calciatore professionista. Grazie Dio ho imparato tanto, sono ancora giovane e ho tempo per fare ancora molto nel calcio.

Quale allenatore ha creduto di più in te?
Ognuno mi ha insegnato qualcosa. all’ è stato forse l’allenatore che mi ha dato più fiducia, mi ha insegnato certe cose, con lui ho disputato la in cui ho giocato di più. Ovviamente ringrazio anche tutti gli altri tecnici che ho avuto. Se non fosse stato per loro, non avrei imparato così tanto.

 

 

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