RIVISTA LA ROMA. IO CHE AMO SOLO TE: Roma Caput Mundial…

Sarà triste per gli italiani il Mondiale che dal prossimo 1 prenderà il via in Russia per concludersi il con la del Luzhniki di Mosca. Gli azzurri, eliminati dalla Svezia, marcheranno visita per la terza volta nella loro storia e sessant’anni dall’ultima assenza.

Se nel 1930 Montevideo la defezione fu il risultato di un’accesa polemica dei nostri vertici federali coi colleghi uruguagi, accusati di averci sottratto l’organizzazione dell’edizione inaugurale, nel 1958 furono i trascurabili nordirlandesi negarci il visto per Stoccolma. In attesa che i CT impegnati ufficializzino le loro convocazioni, non ci resta che scegliere destinare le nostre simpatie.

Al di Alisson o all’ di Fazio, alla Polonia di o alla Serbia di Kolárov? Oppure andremo ripescare vecchi amici o lontani come Szczęsny, Mário Rui, Benatia, Marquinhos, Digne, Kjær, Rüdiger, Héctor Moreno, Vermaelen, Jedvaj, Salah? Pochi giorni per decidere, un mese per goderci l’ennesimo capitolo di una saga lunga ormai ottantotto anni, ricca di curiosità utili comprendere quale legame antico e profondo unisca la all’affascinante epopea mondiale.

Come sempre, per  i nostri amici ‘digitali’, un piccolo anticipo…
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LA 368 – \Giugno 2018
IO CHE AMO SOLO TE… di Alfio
Caput Mundial”

Sono dunque al momento quarantanove, nelle venti edizioni finora concluse e alla vigilia della kermesse russa, i giallorossi dai rispettivi selezionatori per le fasi finali dei Campionati del Mondo. Se però consideriamo tutti coloro che nella storia hanno indossato la maglia della o ne sono diventati allenatori prima o dopo aver partecipato ai Mondiali, i protagonisti diventano 152, capostipite l’allora centrocampista dell’Estudiantes Alejandro Scopelli, vicecampione con l’ nel 1930, che passò alla nel 1933 ed esordì come oriundo nella Nazionale azzurra. L’appuntamento in Russia incrementerà sensibilmente questi dati.

Lo stadio di San Siro è stato teatro di due storiche prime volte. 1934, è di Guaita, al 19’ della semifinale -Austria, la prima rete giallorossa in una fase mondiale, convalidata dall’arbitro svedese Eklind malgrado le feroci proteste dei nostri avversari per una presunta carica di Meazza ai danni del portiere Platzer, imperfetto nel ribattere una conclusione di Schiavio. Il “Corsaro Nero” aveva esordito in Nazionale febbraio proprio contro il “Wunderteam” rifilando in due minuti al suo antagonista una doppietta bella quanto inutile per il risultato.

Appartiene al tedesco volante invece, nel bel mezzo di un’annosa querelle mannschaft-oranje archiviata solo sei anni dopo tra scuse e sorrisi sul set di un servizio pubblicitario, la prima comminatagli nella gara contro l’Olanda disputato il 2 1990, dal disastroso fischietto argentino Loustau. La colpa di Rudi? Quella di aver reagito maldestramente ad un raffinato repertorio di provocazioni, condite da un paio di odiosi sputi, dell’irritante Rijkaard, anche lui cacciato dal campo dopo aver completato soddisfatto la sua opera di annientamento psicologico del rivale.

Al Mondiale del 1934 Pozzo porta tre della Roma…

(…)


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5 thoughts on “RIVISTA LA ROMA. IO CHE AMO SOLO TE: Roma Caput Mundial…

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