È morto il regista Carlo Vanzina. Ha raccontato con un sorriso l’Italia…

Roma ed i oggi si svegliano un po piu soli. Se ne è andato nella notte Carlo Vanzina, fratello di Enrico, regista e sceneggiatore. Il direttore e la redazione tutta fanno lui, Enrico e tutta la famiglia, le piu sentite condoglianze…


IL MESSAGGERO – È morto Roma il regista Carlo Vanzina. Aveva 67 anni. dare la notizia sono la moglie Lisa e il fratello Enrico.

«Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo amato da milioni di ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese».

Figlio del regista e sceneggiatore Steno (pseudonimo di Vanzina) e di Teresa Nati, era il fratello minore dello sceneggiatore e produttore Enrico Vanzina. Il dietro la macchina da presa nel 1976, con Luna di miele in tre. ha realizzato una sessantina di film in 40 anni. I suoi primi successi sono del 1982 con la scoperta di Diego Abatantuono (Eccezzziunale… veramente e Viuuulentemente mia), seguiti da Sapore di mare, forse il suo film più amato, e di nel 1983.

Di corporatura minuta, gentile, inossidato in un look da pariolino anni Settanta, Carlo e il fratello Enrico erano figli d’arte di papà Steno autore di film cult come Un americano Roma, vero insuperabile archetipo della commedia d’autore, con alle prese con gli spaghetti e con un coccodrillo nella Marana. Regista, sceneggiatore e produttore, insieme al fratello Enrico che si è dedicato più alla scrittura, nato Roma il 1 del 1951, Carlo è vissuto nel mondo del fin dall’infanzia (già un anno era il piccolo Filippo in Totò e
le diretto dal padre).

Ma del fatto di essere stato favorito, per le sue origini, nella carriera nel mondo del non si vergognava affatto. Anzi ogni occasione ricordava, riconoscente, la figura del padre e il fatto che nella sua casa fossero passati tutti: personaggi come Totò, Ugo Tognazzi, Mario Monicelli, Ennio Flaiano, Mario Camerini e Dino Risi.

Diplomatosi alla scuola francese Chateaubriand di Roma, Carlo inizia la carriera nel nei primi anni ’70 come aiuto regista di Mario Monicelli nei film Brancaleone alle crociate (1970) e poi ne La mortadella (1971) Dopo aver collaborato con il padre (Anastasia mio fratello, 1973) e con Sordi (Polvere di stelle, 1973), nel 1976 dirige il suo primo film, Luna di miele in tre, scritto dal fratello Enrico e con protagonista Pozzetto.

Del è invece di considerato il padre di tutti i cinepanettonì. «È stato lui iniziare il genere, solo che allora si chiamava soltanto film di Natale», ricorda con orgoglio Carlo in una delle sue ultime interviste. Nel 1986 fonda poi, sempre con il fratello Enrico, la casa di produzione 80 Autori di commedie popolari, ma mai davvero volgari, Carlo ed Enrico hanno sempre avuto, specie nell’ post-sessantottina ancora ammantata da ideologie, un conto aperto con la critica, da cui non sono mai troppo amati.

Proprio Carlo diceva: «In una cinematografia seria come quella americana, noi saremmo venerati come Spielberg. Qui invece dobbiamo vergognarci» E il regista ricordava, sempre in questo senso, il destino bizzarro di Totò. «Quando gli diedero uno dei pochi ricevuti in vita, alla cerimonia c’era solo mio padre che lo trovò nel camerino che piangeva».

Infine, sempre Carlo, era solito spiegare così perché avesse dedicato tutta la sua vita al di disimpegno: «La commedia all’italiana esiste in ogni strada del nostro Paese. È una cosa del tutto naturale. Il fatto è che gli italiani riescono trovare il lato comico anche nelle tragedie. In fondo, spesso ce lo dimentichiamo, siamo il paese di Totò».

8 thoughts on “È morto il regista Carlo Vanzina. Ha raccontato con un sorriso l’Italia…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.