EDICOLA. Justin entra e propizia il missile di Edin

DELLO SPORT – Quando Justin nasceva, aveva già masticato notti di paure e sogni. (…) In un caldo pomeriggio d’agosto torinese, però, è arrivata la santificazione di coppia: cross del baby, sinistro al volo del senior e è decollata subito, con il romanista già innamorato di quel 19enne che ha addosso le stimmate del fuoriclasse. Insomma, i paragoni paiono così ingombranti che Di Francesco, dopo aver accarezzato contropelo Dzeko («Sbaglia i facili, ma ci ha abituato alle prodezze»), ruggisce subito: «I non mi interessano perché non aggiustano, ma rovinano i calciatori. Justin ha talento, ma deve imparare muoversi fra le linee e smarcarsi per far male. Stavolta è stato promosso, ma non facciamolo diventare già un campione».

LA BENEDIZIONE – E se lo applaude («Può spaccare le partite»), la vera benedizione per arriva da Dzeko, la cui rete – per certi versi simile quella di Van Basten nella dell’Europeo ‘88 – ha perciò sapore «olandese». «Justin ha messo un cross bellissimo e io ho fatto un ancora più bello. L’anno scorso ne ho fatto uno forse un po’ più bello, ma anche questo è tra i primi tre di sicuro della mia carriera. Ho visto destra e pregavo che la mettesse sul secondo palo. L’ha fatto e io l’ho presa benissimo. Non ho mai pensato di metterla giù, perché era l’ minuto e c’erano tanti uomini in area. Se l’avessi stoppata, non avrei segnato». (…) «Può giocare sia sinistra che destra – continua Dzeko –. Sicuramente ha cambiato la partita, ha fatto un bell’ ed è quello che ci serve da giocatori che subentrano. Stavolta è toccato lui, domani un altro. Dobbiamo avere tutti la stessa mentalità, lo stesso atteggiamento».

E lo dice uno che neppure i due colpiti fino quel momento avevano scoraggiato. «È sempre difficile vincere Torino, l’abbiamo visto negli ultimi anni, abbiamo sempre sofferto, ma penso che abbiamo fatto una buona partita, con tante occasioni, e prima o poi il doveva venire. I granata sono una buona squadra, con un bravo tecnico. Siamo stati anche in difficoltà, ma soffriamo e attacchiamo tutti insieme. Serviva solo vincere e lo abbiamo fatto, anche se non siamo ancora così brillanti come lo saremo tra 23 partite». Impressioni? Sembra una minaccia al campionato. di e non ha più voglia di fermarsi.

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