REAL MADRID-ROMA. A PRIMA VISTA… di Paolo MARCACCI

Serata paradossale, per il ancor più che per la Roma; è per questo che dopo due terzi di gara si sbraccia più di Di Francesco.

Se i pronostici, soprattutto nostrani, preannunciavano pioggia sulla Roma, dopo un quarto d’ora sembra che debba grandinare più riprese: soprattutto dal lato mancino, Modric e compagni sembra che possano permettersi di giocare calcetto, più volte dando la sensazione di poter entrare in porta con l’appariscente stellato della League. Però non accade, in una certa percentuale per la supponenza delle Merengues, poi anche per un paio di lucide letture di in fase di ripiegamento e, gli va riconosciuto, perché i guanti di arrivano puntuali ai vari appuntamenti.

Esecuzione perfetta quella di Isco, di impatto del piede sul pallone, traiettoria quasi piumata, per la delicatezza con cui scavalca la barriera. Episodio che va inteso come sé stante, perché sblocca il risultato ma nulla aggiunge, né sottrae, al giudizio sul primo tempo giallorosso, caratterizzato da un generale impaccio, che diviene imbarazzo nella linea difensiva, cominciare dalla macchinosità di Fazio.

Zaniolo: chiaramente rivedibile e da rivedere, ci mancherebbe; la cosa avvilente è che con un altro al suo posto (scegliete voi chi) staremmo commentando più o meno la stessa partita, la medesima Roma.

Ünder, in campo aperto e con profumo europeo, comunque più utile che contro certi muri e muretti del italiano.

Il primo Modric lo sbaglia dopo ottanta minuti: le proporzioni sono queste.

Certi interrogativi sono molto più inquietanti del risultato, di per sé decoroso: cosa sarebbe accaduto senza l’odierna reattività di e con un Real più spietato nei sedici metri?

C’è stata ben poca Roma, stasera, fronte di un risultato che si arrotonda nel recupero quando un frustrato si oppone metà al dribbling di Mariano, prima della sua conclusione.

Hanno spesso discusso e battibeccato gli uni con gli altri, stasera, i giocatori della Roma. Questo è un bivio: o ne scaturisce l’adrenalina per ricominciare sin da Bologna, o si prende una china malinconica e avvilente.

Si è parlato fin troppo del tecnico.
Cominciamo porre l’attenzione sulle prestazioni dei giocatori.

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