EDICOLA. Sì, è Super Kolarov. Quando il sinistro è più forte di tutto

DELLO SPORT – Sotto la Sud aveva segnato appena quattro prima, ma non era la stessa cosa. Perché un conto è segnare al e un conto è farlo alla Lazio. Anche perché prima di questa settimana non gli era mai successo di segnare all’Olimpico, visto che nella scorsa aveva fatto sempre fuori casa (Atalanta, e Chelsea) In realtà all’ era andato in rete ma con l’altra maglia, quella biancoceleste.

E lo aveva fatto in un derby, quello del 2009, vinto dalla per 42 Il fatto che ieri abbia segnato sotto la Sud, esultato (e quanto) sotto la Monte Mario (e davanti alla sua panchina) e poi festeggiato con il gesto dei pugni sotto la Tevere è un po’ una chiusura di definitiva con il passato. Il passato da ieri non c’è più. O forse, meglio, non gli verrà più rinfacciato.

Anche perché prima di lui era riuscito nell’impresa solo lo svedese Arne Selmosson: segnare in un con tutte e due la squadre, prima con la e poi con la Roma.

Del resto che fosse in lo si era capito anche con il Frosinone. Forse le scorie (fisiche e mentali) del si sono fatte sentire, forse ci voleva ancora un po’ per accelerare. “Mi fa piacere che abbia segnato lui, che aveva subito qualche critica dopo un clamoroso nella scorsa e giocando questo con un piede fratturato“, ha detto di lui capitan De Rossi.

Aggiungendo, poi: “Siamo una di uomini veri“ E tra quegli uomini lì c’è ovviamente Kolarov, che ha giocato con la della falange del quinto dito del piede sinistro.

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