EDICOLA. Gli equivoci e alibi eliminati da Trigoria

– Il comportamento da e non l’interesse per il singolo. , senza guardare in faccia nessuno, è andato avanti per gradi, affrontando ogni situazione in prima persona. E’ intervenuto già prima delle 2 sconfitte di fila, nelle trasferte di e Si è rivolto ai più giovani, spiegando loro che l’ ha la priorità sulla Lì l’ giudica il Da quei particolari, non dalle giocate.

Così, nella notte del di , mandò in tribuna al Bernabeu, e per motivi diversi, sia  che  E con loro  Avvertimento più che punizione. Perché  è stato poi titolare sia nella contro il che in quella contro il Viktoria in cui anche  è tornato dall’inizio. Si è rivolto ai giovani, ma anche ai senatori. Li ha lasciati senza parole quando si è sfogato proprio dopo la sconfitta contro il Real.

Scena muta davanti al tecnico che avrebbe voluto sapere in faccia che cosa non è andato all’alba della nuova . Ma se l’è portati dalla sua parte, dopo la figuraccia al dall’Ara, dimostrandogli negli addestramenti   di essere tutto meno che integralista. Ha piazzato nel ruolo di trequartista per non concedergli più alibi e  accanto   per evitare che il dualismo danneggiasse la .

Ha dato prima di ricevere. Andando sul semplice: ognuno il proprio ruolo, senza più equivoci. Per togliere ogni pensiero ai protagonisti, frenati nella testa e non nelle gambe. Che, conferma di quanto la condizione atletica non fosse d’attualità, hanno continuato girare, finalmente nel verso giusto.

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