EDICOLA. Roma, Viktoria con la manita

IL () – La manita alzata all’ contro il Viktoria Plzen, 5 0, è per farsi riconoscere: la  c’è, anche in questa Champions, e centra subito la vittoria più ampia della propria storia nella competizione.

trascinarla è sempre , nuova tripletta al portiere Kozacik. La serata non è perfetta, però: il supera il Real e si piazza in testa al gruppo G con 4 punti. Il 3° successo casalingo di fila dei giallorossi, dopo le in campionato contro il e la , conferma comunque che la strada imboccata è quella giusta.

COPIONE CONFERMATO – , anche per dare continuità al nuovo percorso, va giustamente avanti con il 4-2-3-1. Pellegrini rimane alle spalle di , come nel quando è entrato in corsa per . E si vede che il ruolo gli piace. È dinamico e quindi sa come comportarsi tra le linee. Viene incontro ai compagni per partecipare alla manovra e si butta negli spazi per aiutare da vicino .

centrocampo, senza l’infortunato ,  accoglie Cristante al suo fianco per la divisione dei compiti e soprattutto per la distribuzione dei palloni. Il tandem è ben assortito: fa più l’interditore, Cristante il palleggiatore. Ma entrambi giocano puliti.

Il tridente è invece inedito: con  che, sempre vivace e concreto, si riprende il posto destra, ecco che debutta Kluivert in Champions, piazzandosi alla sinistra di .

Florenzi torna a fare il terzino destro e Kolarov resta a sinistra non pensandoci proprio a chiamarsi fuori. In , come previsto, Jesus sul centro sinistra e in tribuna.

CENTRAVANTI RITROVATO – Il digiuno è finito: tripletta in Europa, 43 dopo l’unico in campionato, il a . A  basta vedere davanti il Viktoria Plzen per ricordarsi il suo ruolo di trascinatore della in Champions.

All’ lasciò il , nella scorsa edizione, nelle 3 gare a eliminazione diretta di questo 2018 contro lo Donetsk, il Barcellona e il . E in casa ha subito ripreso il discorso interrotto il contro i Reds aprendo e chiudendo il 1° tempo, di sinistro allargandosi su invito di Kolarov e di destro dopo lo stop di petto in area su pennellata di . Dzeko non trova alcun ostacolo. Il terzino Reznik se lo perde subito, i centrali difensivi Hejda e Hubnik più volte fino all’intervallo. colpisce la traversa tra le 2 reti del centravanti, ma anche i giallorossi, spesso lunghi per i mancati rientri degli esterni offensivi, con Kluivert che fatica a entrare in partita, concedono quale chance ai campioni della Repubblica Ceca.

Il 4-2-3-1 di Vrba è spigliato solo quando supera la metà campo. Kovarik infastidisce Florenzi e si dedica al centravanti Krmencik.

Subito un’occasione, creata in coppia. E con Fazio e Jesus a guardare. Krmencik, 2 al nel 1° turno, spara alto. Reznik, invece, appoggia di testa a lato. Gli sprechi davanti, le gaffe dietro. Non è serata, come il 2016 nella fase a gironi di , quando Dzeko calò l’altro tris.

 Pellegrini, prima dell’intervallo, prova a far segnare Florenzi che si fa ipnotizzare da Kozacik. E, sempre più da rifinitore, detta legge pure nella ripresa. per il 3° di , lanciato poi per la possibile doppietta. Dalla parata di Kozacik, la prima rete in giallorosso di Kluivert, con dedica all’amico Nouri (in coma fino al 2). All’esibizione giallorossa partecipano anche Luca Pellegrini, all’esordio nella competizione, Zaniolo e Schick rispettivamente per Kolarov, Pellegrini e . In tempo per vedere Dzeko mostrare la maglia del difensore  (grave infortunio al ginocchio nel pomeriggio con la Primavera) e portarsi a casa il della nuova tripletta (1ª in Champions e 9 in carriera al Viktoria): colpo di testa su corner di Florenzi.

 

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