GARCIA “A Roma c’è solo un club per me. Sappiamo tutti quando sono iniziati i miei problemi alla Roma”

L’ex giallorosso Rudi Garcia ha rilasciato una lunga intervista al dello Sport. Tanti gli argomenti tra cui il suo passato in giallorosso e dell’acquisto di Kevin . Queste alcune delle sue dichiarazioni:

All’ i laziali la fischieranno…
Giusto così, visto che io sono e sarò sempre un romanista. Basta che tutto resti nell’ambito del fair play, dello spettacolo: si è avversari in campo, non fuori. Non è una guerra.

Allenerebbe mai la Lazio?
No, mai. Roma c’è solo un per me. La merita rispetto, lo stesso che i suoi hanno dato me. Ma io ho fatto un altro percorso e non posso ignorarlo.

Il si trova in casa un altro rinforzo romanista: Kevin Strootman. Come è andata la trattativa?
Quando ho saputo che avrebbe preso ho chiamato il mio ds, Zubizarreta, e ho chiesto di sondare. In cuor mio però non pensavo che avrebbe accettato di venire al Marsiglia, visto che era appena diventato padre. E invece… Forse Kevin in quel momento non avvertiva la fiducia della società e io ho sfruttato questa opportunità.

Qualcuno sussurra che lei abbia perso autorevolezza dopo la ribellione di Totti alla sostituzione contro il Torino…
Non voglio essere volgare ma non mi viene una parola migliore: queste sono stronzate. Sappiamo tutti quando sono iniziati i miei problemi alla Roma.

Lo sveli, qui e ora.
Alla fine del secondo campionato, dopo il che confermò il nostro secondo posto, dissi quello che pensavo sul gap con la Juventus, sull’impossibilità di vincere lo scudetto. quel era finita, la mia strada era segnata. Però mi fa piacere che Francesco abbia detto le stesse cose poche settimane fa. In Francia un proverbio dice che non va bene avere ragione troppo presto….

Chi ha deciso la sua sorte allora? Pallotta? Baldissoni?
Non lo so, non mi importa. So solo che i contatti con il mio successore erano stati presi da tempo. Non c’è stato molto rispetto… Ero già condannato dall’inizio della e lì sbagliai anche io.

In cosa?
farmi togliere il preparatore, Paolo Rongoni, che poi ho ripreso qui Marsiglia. Accettai due professionisti scelti dalla società (Norman e Lippie) che non venivano dal mondo del calcio: errore. Troppi infortuni, mi spiegarono. Ma mi sembra, e lo dico con sincero dispiacere, che a il problema sia rimasto.

 

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