CAPELLO “Più in crisi il Real dei giallorossi. La Roma ha un grande spicchio del mio cuore”

GAZZETTA DELLO SPORT –  In una lunga al quotidiano sportivo, Fabio Capello, ex allenatore di e Real Madrid, racconta la sfida di Champions League. Queste le sue parole:

Capello, viste le ultime sconfitte, sta messo peggio?
«Forse il Real. Sta pagando il fatto di aver pensato che, anche senza Ronaldo, avrebbe potuto fare risultato. Quando c’era lui avevano tutti paura ed erano più liberi gli altri. Poteva creare problemi in qualsiasi momento. Però attenzione: il Real ha tanta qualità e ha anche recuperato Marcelo e Carvajal. Solari in panchina non è un azzardo, i dirigenti non decidono per simpatia, anche se ci deve essere un di giocatori ascoltato dal presidente. Comunque non baderei tanto all’ultimo k.o., penserei soprattutto a ciò che fanno bene e male. Lo sapete, a difendere in area di non sono molto bravi, anche se Courtois come dà qualche sicurezza in più. Per la è diverso. A Udine per me ha giocato una buona gara. Certo, ho sentito che ha parlato del grande possesso palla, ma quelle cose non contano più niente. Non lo fa più neanche il Manchester City, noi invece siamo ancora rimasti a quella masturbazione del pallone. Una cosa però ho visto: quando è entrato Dzeko, è cambiata la squadra».

Peccato che sia in dubbio.
«Peccato davvero. Lui è un di riferimento. Dà sicurezza alla squadra. È imprescindibile nella di adesso, perché con i occorre pazienza. Mi sembra comunque che abbia capito quali siano i problemi, anche se ogni tanto fa un po’ di filosofia nelle dichiarazioni. A me piace più la sintesi. Comunque Eusebio è maturato. Era partito con un’idea fissa e anche io gli ho detto di essere più duttile. Mi sembra che ora lo sia».

Mancherà anche De Rossi: non è paradossale che la sia ancora appesa alla salute di un campione di 35 anni?
«Ci sono giocatori che fanno la differenza. L’ha fatta Totti prima, ora la fa Daniele. I devono prima capire gli obiettivi. Vanno aiutati, ma è ovvio che, pensando ai risultati dell’anno prima, la gente faccia paragoni. È giusto. Sono i risultati che contano».

E allora rischierebbe in caso di sconfitta?
«Mi pare che Eusebio abbia fatto un buon lavoro l’anno scorso. Ora è stata fatta una campagna acquisti pensando al futuro e alle plusvalenze. Purtroppo noi siamo legati ai risultati. Alla mancano i punti con le piccole. Da allenatore mi preoccupavo molto dei cali di tensione proprio in queste partite. È sempre stato un problema. Anche noi alla Roma, l’anno dopo lo scudetto, perdemmo punti con le retrocesse». […]

Fra e Real quali le sono rimasti nel cuore?
«In giallorosso direi Totti, Batistuta, Montella, Cafu, Aldair, Candela, e anche Cassano (ma non quello di Madrid) Del Real direi Hierro, Raul, Van Nistelrooy, Roberto Carlos e Ronaldo “el Gordo”, il più grande che abbia mai allenato. Eppure quando era con me aveva 10 chili di sovrappeso rispetto a quando vinse il nel 2002».

Vero che non direbbe di no a una consulenza per la Roma?
«Ne ho troppe (ride), ma la ha un grande spicchio del mio cuore».

 

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