SO’ CONFUCIO di Paolo MARCACCI

Note margine, in un piccolo limbo di tempo quasi sospeso, aspettando che torni la regolarità del battito cardiaco, ossia il campionato.

Partiamo dalla stessa, ormai rituale, quasi sempre fastidiosa, ma stavolta no, perché riflettendoci bene si potrebbe rivelare quanto mai utile, per il laboratorio di nel frattempo cresciuto nella qualità. Lavoro sugli equilibri, quindi, sull’assetto difensivo che comincia molti metri più avanti, con l’innesco di che, appena messo piede Trigoria, capeggia la gerarchia per blasone e autorevolezza. Aspettando di vederlo, forse preferibilmente in coppia con Mancini, chissà. Considerando il che stiamo vedendo in queste settimane, ossia un centrocampista che sta giocando quasi il doppio dei palloni che gioca quando agisce sulla trequarti.

Poi, il pedigree internazionale, suffragato da tante convocazioni e al netto di infortuni (già peraltro presenti Trigoria): in Armenia – Bosnia abbiamo assistito una caratterizzata dai e dalle giocate di due come Mkhitaryan e Dzeko che oltretutto erano i delle rispettive nazionali. Anche questo irrobustisce il blasone.Col senno di poi, considerazioni margine con presunzione positiva: capiremo col tempo quanto importante sia stato non perdere quell’anomalo che, ragionando sul filo degli episodi e della prevalenza territoriale, poteva benissimo finire 4 – 2 invece che 1 – 1. Sottovoce, ma diciamocelo. Vi immaginate due e settimane di lavoro di con una sconfitta pronti – via nella stracittadina? 

Tornano tutti alla base, arriva il Sassuolo, da affrontare con attenzione, come tutte, ma che lascia abbastanza giocare. La qualità della Roma, dalla cintola in su, sembra fatta apposta per essere esibita, con tutte le sue varianti, da considerare anche per il modulo.
Tutto posto, allora? No, tutto da dimostrare, ovviamente, ma partendo dal presupposto che, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei nuovi, il comincia adesso, non è un modo di dire. E comincia, se permettete, con un che ha già capito un po’ di cose: soprattutto, ha capito che deve ancora imparare un po’ di cose sul italiano. Sembra poco, sembra. 

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