RASSEGNA STAMPATOP

Paga solo Fonseca. La Roma fa ricorso

(IL TEMPO, Austini) “It’s a shame”. “E’ una vergogna”. Per aver urlato queste parole (e altre sparse) all’arbitro Massa, a un centimetro dalla sua faccia, come previsto Fonseca è l’unico tesserato di Roma e Cagliari a pagare il conto del Giudice Sportivo. Dopo essere stato espulso sul campo domenica (doppia ammonizione), ieri l’allenatore è stato squalificato per due giornate, oltre a una multa da 10mila euro e, ad oggi, non potrà quindi guidare i giallorossi dalla panchina nelle gare contro Sampdoria a Marassi e Milan all’Olimpico alla ripresa del campionato.

Ma una volta appresa la decisione, il club giallorosso ha subito dato mandato all’avvocato Antonio Conte di predisporre il ricorso alla Corte Sportiva d’Appello, con l’obiettivo di cancellare interamente la squalifica. C’è un precedente «fresco» che fa ben sperare: al tecnico granata Mazzarri, anche lui espulso nella partita contro il Parma, la sanzione è stata commutata in un’ammenda e ha potuto sedere in panchina contro il Napoli. La sentenza fa giurisdizione, perché distingue le espulsioni dei giocatori – obbligati a saltare un minimo di una giornata in caso di cartellino rosso – da quelle degli allenatori. Per capire quanti margini ci sono effettivamente per vedere accolto il reclamo, la Roma aspetta di studiare gli atti che riceverà domani, nei quali si capirà cosa hanno scritto Massa e i suoi collaboratori nel referto.

Per adesso bisogna accontentarsi del complicato dispositivo pubblicato ieri dal Giudice Sportivo in cui si Legge che la squalifica di una giornata è “sanzione da applicarsi automaticamente alla stregua della prescrizione obbligatoria, e direttamente vincolante anche per le competizioni nazionali, dell’art. 62 punto 3, letto in combinato disposto con L’art. 71 punto 1, del Codice Disciplinare FIFA in vigore dal 15 luglio 2019, e comunque in quanto principio generale a cui il Giudice deve attenersi ai sensi dell’art.3, comma 4, 068 e delle sopra menzionate norme FIFA, quindi doverosamente prescindendo dalle previsioni dell’art. 9 C65, già in vigore” e che il provvedimento è stato preso in quanto il tecnico, dopo l’espulsione, si è “avvicinato all’Arbitro con fare minaccioso e aggressivo urlando diverse volte una frase irrispettosa”.

Quello che il Giudice non ha tenuto in conto sono le scuse rivolte da Fonseca a Massa, sia private nell’immediato post-gara sia pubbliche nelle interviste. Inoltre il portoghese non ha accumulato precedenti diffide o squalifiche nella sua breve esperienza in giallorosso. L’udienza per il ricorso dovrebbe essere fissata a metà della prossima settimana dinanzi alla Corte presieduta da Piero Sandulli, possibile che venga ascoltato l’allenatore oltre al legale. Quanto al preparatore atletico Nuno Romano, anche lui protagonista di proteste e applausi ironici a pochi centimetri dal volto di Massa, il Giudice si è limitato a sanzionare la Roma con un’ammenda di 15mila euro in quanto Romano non risulta un tesserato Figc e quindi non era autorizzato a stare in campo. In realtà il collaboratore di Fonseca non può ancora essere tesserato non avendo l’abilitazione in Italia ma siede sulla panchina aggiuntiva da inizio stagione grazie alla clausola compromissoria che ha firmato prima del via accettando il regolamento Figc.

Nessun procedimento, invece, per i presunti cori razzisti della Curva Sud a Joao Pedro (solo 10mila euro all’Atalanta per quelli al viola Dalbert) e non c’è traccia neppure di una presunta lite tra Kolarov e l’ex giallorosso Luca Pellegrini a fine partita: testimoni raccontano che il serbo abbia ripreso il giovane terzino per una frase poco carina nei confronti dei suoi compagni.

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