ISTANBUL BASAKSEHIR-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

Quindici minuti sono stati sufficienti alla Roma per chiudere la rischiosa pratica turca.

La squadra di Okan non era certo insidiosa tecnicamente, ma l’ambiente e le presenze politiche in tribuna potevano, al contrario, rappresentare un pericolo.

Pericolo che era sembrato concretizzarsi quando un probabile rigore negato a Zaniolo si aggiungeva alla lista di torti subìti dalla Roma in questo girone di .

Qualche errore d’impostazione di troppo per i giallorossi, all’inizio, che determina potenziali occasioni per gli avversari, colte o quasi in rigorosi contropiede.

Al minuto 30’ la difesa ordinata dei turchi inizia a mostrare tutte le sue crepe con la rete del vantaggio di Veretout, alla sua prima segnatura europea, infallibile dal dischetto.

Rigore procurato da Lorenzo Pellegrini, che smentisce la consuetudine del giocatore calante nella seconda gara successiva al rientro da un lungo stop.

Il numero 7 è il migliore in campo: tecnicamente con assist e giocate ma anche per atteggiamenti, quando resta in piede dopo esser stato colpito da un oggetto lanciato dagli spaltiche lo costringe alle cure mediche.

Kluivert – sempre un po’ “leggerino”- e Džeko chiudono la gara prima dell’intervallo, permettendo a Fonseca di pensare al prossimo futuro: tirano il fiato Kolarov, il bosniaco e Pellegrini, nella ripresa; si rivede dopo due mesi Mkhitaryan, che negli spazi regala anche qualche giocata di classe.

Appuntamento con l’Europa il 12 dicembre: inutile dire che il primo posto è fondamentale per evitare, nei sedicesimi, una delle terze dei gironi di Champions. Non fosse stato per gli inaccettabili errori arbitrali nelle gare con il Borussia Mönchengladbach, la Roma dormirebbe già sonni tranquilli.

(Rubrica di Diego )

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