PARMA-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

No mister Fonseca, mi spiace ma ieri la scusa dei “pochi cambi” non regge: perché è disponibile, così come Ünder e Perotti. E, soprattutto, come il capitano Alessandro Florenzi.

C’era, insomma, la possibilità di fare ricorso a qualche forza fresca per affrontare un avversario fisico, notoriamente abile nel far giocare male chi si trova di fronte.

E dire che il portoghese mi era piaciuto molto nella gestione delle trasferte, con la notte passata in Germania e il trasferimento subito in Emilia per conservare al meglio le energie.

Corrono i ducali, pressano cercando di non lasciare spazio alla Roma e ci riescono concedendole, nei primi 45’, praticamente solo un tiro non certo irresistibile di Kluivert.

Come spesso le accade la Roma parte bene nella ripresa e va vicino al goal, con la doppia occasione Kolarov-Pastore. Sembra il momento di spingere, ma ecco che Fonseca toglie il Flaco, uno di quelli che sembrava tra i meno stanchi.

Tre minuti dal cambio ed ecco il gollonzo dei padronidi casa: inizia un’altra, evitabilissima gara che vede i giallorossi provare a pareggiare, concedendo il contropiede agli avversari.

Qualche tiro dalla distanza per la Roma, qualche parata anche importante di Pau Lopez, prima del 2-0 che certifica le scelte sbagliate di Fonseca: l’immagine è quella di Veretout che, stremato, interrompe la sua corsa e Mancini, già da diversi minuti con i calzettoni abbassati, che non ha la forza per arrivare a chiudere su Cornelius.

Tolte le prime due che giocano il loro campionato, ci sono almeno cinque squadre che lottano per i due posti Champions restanti: la differenza la faranno quindi i dettagli e pochi, pochissimi punti. Per questo la sconfitta di ieri è più pesante del singolo risultato.

(Rubrica di Diego ANGELINO)

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