FONSECA “La Roma è una delle società più importanti del mondo. Vorrei restarci molto tempo”

(GAZZETTA DELLO SPORT) La dello scorso anno non esiste più e il merito di questo va dato soprattutto al suo nuovo allenatore: Paulo . Il tecnico portoghese, arrivato in per riportare in alto in campionato i giallorossi, ha rilasciato una lunga in cui ha parlato di questi suoi primi mesi nella , di cui è innamorato, degli obiettivi stagionali e futuri che vuole cercare di raggiungere e della situazione di Florenzi. Queste le sue parole.

Quali sono i suoi riferimenti da tecnico?
Fino a 26-27 anni non pensavo alla panchina. Poi ho iniziato a vedere le cose diversamente, ero interessato a tutto ciò che facevamo come lavori ed esercitazioni. Ma in la svolta è stata Mourinho, il più grande della nostra storia. Ci siamo parlati poche volte, ma c’è un rapporto di reciproco rispetto. Lui ha segnato una trasformazione, un nuovo modo di concepire gli allenamenti, lui e il professor Vitor Frade sono stati dei riferimenti per allenatori come me, che iniziavano la carriera. Personalmente non ho mai copiato nessuno, ma sono stato influenzato da tutti gli allenatori avuti. Su tutti due: Jean Paul, che nelle giovanili dello Sporting Lisbona ha scoperto Quaresma e Ronaldo, e Jorge Jesus, ora al Flamengo.

Lei è arrivato alla in un momento non facile, con la tifoseria in subbuglio per gli addii di e Totti. Ha mai pensato che con loro tutto potesse essere più facile?
Non ci ho mai pensato, quando mi è stata offerta la loro non c’erano già più. Sono stati due grandissimi giocatori, è facile immaginare che se fossero qui sarebbero coinvolti nel e, vista la loro qualità, aiuterebbero squadra e a salire di livello. A me piace costruire il gioco dal basso e il miglior si sarebbe integrato bene nel nostro gioco. Certo, ora è in età avanzata e non più al 100%, ma al top lo abbiamo apprezzato tutti.

È una difficoltà in più il fatto che parte della tifoseria non ami il presidente Pallotta e che lui non venga a da quasi seicento giorni?
Io da parte dei percepisco un calore molto forte. Il seguito è impressionante. Sono fantastici. Tutti gli allenatori vorrebbero questo sostegno. È vero che Pallotta non è qui fisicamente, ma s’informa ogni giorno sull’andamento della squadra. E poi oggi il calcio è cambiato, nel mondo ci sono tanti esempi di altri in cui i presidenti vivono in altri paesi. Non credo che questo costituisca un problema per la o influenzi il nostro lavoro. Pallotta non c’è, ma si sente.

È arrivato nella stagione più aperta degli ultimi anni. Ha l’impressione che con qualche ritocco anche la possa lottare per lo scudetto?
Penso che non sia giusto creare grandi aspettative. Meglio vivere con senso della realtà. Siamo all’inizio di un percorso. C’è un nuovo, un direttore sportivo nuovo, tanti giocatori sono arrivati e tanti sono andati via. Sono soddisfatto dell’andamento della squadra, ma sarebbe ingiusto creare questa pressione. Non vale la pena fare piani a lungo termine quando la prossima è sempre la più difficile. Sopratutto qui in Italia, dove l’ultima in classifica può battere la prima. Comunque, ho la consapevolezza che la stia crescendo.

Il suo primo bilancio sulla e sul campionato italiano?
Molto positivo, sono molto contento della squadra e della Serie A. Certo, il campionato è molto duro. Ci sono squadre e allenatori forti, ogni è diversa, ma dà grandi motivazioni. Di natura sono ottimista. E così penso che il 2020 possa essere meglio del 2019.

Gli obiettivi della vostra stagione sono mutati?
No. Il primo resta quello di arrivare tra le prime 4 per andare in Champions. Detto questo non cambio idea: rafforzando questa squadra, credo che entro l’arco della durata del mio contratto, si possa vincere qualcosa. Logico, però, che anche ora si giochi per vincere. La Coppa non è facile, ci aspetta il Parma e poi forse la Juve, ma ci proveremo. L’Europa si è trasformata in una mini Champions, visto le grandi squadre che ci sono, ma di sicuro non trascureremo questa competizione.

Dal prossimo si aspetta rinforzi?
Gennaio è un difficile. Eventuali rinforzi devono migliorare la rosa, non è facile. Prenderemo qualcuno se ci saranno delle uscite per alzare il livello. Petagna? Ottimo giocatore, ma non per il mio gioco.

Caso Florenzi: per via della Nazionale, al posto suo resterebbe o andrebbe via?
Non devo mettermi nei suoi panni. Lo capisco, ma quello che succede a lui con la succede anche ad altri. Sono consapevole di quello che rappresenta per il e per i tifosi. È un grandissimo professionista, non abbiamo mai avuto problemi, con lui ho un ottimo rapporto. Resta sempre un opzione tecnica, ma questo vale anche per gli altri giocatori. Io devo pensare solo al bene della Roma. Non posso pensare al fatto se Florenzi giochi o meno in Nazionale, anche se lo comprendo.

Sia sincero: pensa di restare a lungo qui?
I risultati indirizzano sempre la nostra vita, ma oltre che per la città, mi piacerebbe restare in un che mi fa sentire a casa. La è una delle società più importanti del mondo, vorrei restarci molto tempo

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