ROMA-SPAL. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

Diciamo la verità: se la Juventus vincesse 3-1 in rimonta, con un autogoal e un rigore, si parlerebbe di prova d’esperienza e di squadra cinica.

La Roma, che appare in alcuni elementi stremata, porta a casa tre punti di platino, visti i risultati delle concorrenti a un piazzamento in Champions League e in attesa del posticipo tra Cagliari e Lazio.

Certo, si può e si deve far di più: ma, come anticipato, Veretout è in riserva, Kolarov ancor di più, Džeko, nonostante il rigore procurato, ha bisogno di staccare la spina. Cetin, poi, è ancora acerbo mentre Fazio offre purtroppo sempre una sensazione di precarietà.

E poi, d’accordo “dominare le partite” come vuole Fonseca ma, ogni tanto, liberarsi del pallone senza esagerare davanti alla propria area non costituisce reato.

Bene, invece, su altri fronti: l’ordine di , la verve trascinante di Pellegrini e Zaniolo e la prova di cuore e qualità di capitan Florenzi. Quando si propone in avanti, con tutto il rispetto, non ci sono Spinazzola o Santon che tengano.

Per il 24 tentativi di assist acrobatici; quello che spegne le ultime resistenze degli ospiti permettendo a Mkhitaryan di segnare a porta vuota. Insomma, è calcisticamente delittuoso pensare di privarsi del giocatore, ancor di più a gennaio.

Mettiamoci anche Perotti nelle realtà da pollice in su: segna il “solito” rigore, caracolla per il campo con buona resistenza fisica.

Una parola sull’arbitro Giua è d’obbligo. Partita di rara banalità arbitrata male e con l’aria di chi non vuol dare a vedere di soffrire il grande stadio.

E i giocatori della Roma? Glielo permettono, non facendogli capire – cosa invece tipica delle grandi squadre –che falli come quello negato a Zaniolo nel primo tempo al limite dell’area, si fischiano.

L’ultimo sforzo prima della sosta è a Firenze, poi spazio al calciomercato: urgono rinforzi che, con tutto il rispetto, non possono essere rappresentati da giocatori del livello di Petagna.

(Rubrica di Diego ANGELINO)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *