Svolta vicina, ora manca solo l’ok definitivo al nuovo stadio

(IL TEMPO) Manca solo lo Stadio. Iniziato con la ricerca dei terreni quando era Thomas DiBenedetto, portato sin quasi sulla soglia del via libera da James Pallotta, ora spetterà a concludere questo travagliato e lungo iter che ha risentito dell’ di Ignazio al e dell’arrivo Palazzo Senatorio di Virginia Raggi. Fra le prime incombenze di Friedkin – che quando venne a fece un sopralluogo a e vide tutte le carte progettuali – ci sarà quella di confermare formalmente al la volontà di concludere gli accordi. La seconda, sarà trovare i soldi (1 miliardo e 25 milioni di il del progetto) per finanziare tutto. Sarà importante avere una forte posizione pubblica sulla necessità di concludere per evitare che il targato Movimento 5Stelle ripiombi nella sua apatica melina che ha segnato questo triennio. Anche se alla Raggi – presentatasi agli elettori come la paladina del «no» al progetto – oggi è rimasto solo lo fra le grandi opere private da portare termine in un desolato e desertico nulla.

La parabola del dossier ha vissuto nell’ultimo triennio alcuni snodi chiave: dai bizantinismi del primo governo /Berdini; all’accordo del febbraio fra la Raggi, e Parnasi; fino alla deflagrazione dell’inchiesta sul costruttore e i suoi rapporti con la politica, per arrivare ora alla (quasi) conclusione di tutti i lavori preparatori.
Nel frattempo, proprio Luca sta per uscire di scena e cedere tutto il pacchetto all’immobiliarista céco, Radovan Vitek. E questo doppio passaggio – / e /Vitek – dovrà quasi certamente prevedere in agenda dei colloqui fra i nuovi per confermare o modificare gli accordi su quote e partecipazioni. In Campidoglio, per chiudere i lavori tecnici su e passare alle operazioni di voto, di fatto, si aspetta proprio la conclusione del passaggio di proprietà fra e Vitek.

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