ROMA-TORINO. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

Mandare di traverso le Feste ai propri tifosi – e l’ nello specifico – è consolidata tradizione romanista. Interrotta solo da Capello e da Garcia, restando agli ultimi vent’anni, con ben più forti – soprattutto quella dell’uomo di Pieris – dell’attuale.

I giallorossi di Fonseca, rispetto quanto visto in questi primi mesi, non fanno il solito primo tempo sornione ma sono vivaci e propositivi, creando occasioni e sfiorando il goal.

Purtroppo Džeko – appena 16 nelle ultime 51 gare di A – è tutto fuorché in serata e l’assenza del centravanti che sblocchi una partita “sporca” si nota.

Dall’altro lato, infatti, c’è un numero 9 che – sebbene non valga nemmeno la metà dei famosi 100 milioni chiesti anni fa da Cairo – ha due occasioni nei primi 45’: in una segna il del vantaggio; nell’altra, precedente, colpisce il palo.

Legno colpito seguito di un’azione che andava interrotta, perché è vero che Berenguer non prende il ma va evidentemente cercare di conquistarlo, prima di fermarsi. Tutto però regolare per Di Bello e i suoi.

Sarebbe curioso, proposito dell’arbitro, capire perché lasci giocatori terra senza farli portarli fuori in barella, permettendo così una rapida ripresa del gioco; e sarebbe interessante sapere se è stato introdotto effettivo per i di recupero. Ne sono un fautore da anni, ma lo dicessero se è così.

Leggo inoltre che la “parata” di Izzo, che poteva costargli il secondo giallo sullo 01, non andava sanzionata perché non interrompe una “promettente” azione offensiva. Alzo le mani, restando in tema.

Di come Di Bello ne abbiamo visti centinaia: fare provocatorio, si atteggiano padroni dell’Olimpico. Se, però, dopo il secondo fallo non fischiato non lo accerchi in 11, è anche colpa tua che non gli fai capire che deve iniziare arbitrare bene.

La prova di Di Bello non riduce i demeriti di una che, differenza di quanto ripete De Sanctis (ma perché lui e non davanti alle telecamere?) è assolutamente migliorabile già gennaio.

Il secondo tempo certifica i limiti della rosa della Roma. Mkhitaryan metà campo è un esperimento di difficile comprensione, al di là del fallito sull’unico movimento degno di nota di un Kalinic ancora improponibile.

Insomma, bastava aver voglia di vedere che Firenze ci si era limitati passare sulle macerie della di Montella: senza interventi mirati e risolutori in tutti e tre e i reparti – o almeno in attacco e centrocampo – il quarto posto rischia di rimanere una chimera.

(Rubrica di Diego ANGELINO)

4 thoughts on “ROMA-TORINO. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

  • 06/01/2020 in 17:40
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    Il vero problema non l’arbitro il vero problema e la mancanza di una società che si fa sentire sia con gli arbitri che con i propri calciatori tutto qui se gli episodi fossero stati a favore della Roma lo sentivamo subito Cairo sbraitare contro questo ho quello e poi ieri per l’ennesima volta De santis che per Gennaio e impossibile migliorare questa rosa che in realtà e più che migliorabile ma serve sempre una società che ha ROMA non esiste

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