KOLAOV “Il calcio non è una priorità in questo momento”

Il numero 11 giallorosso Alexander ha rilasciato una lunga al portale sportklub.rs. Queste le sue parole.

Sulla
Il non è una priorità in questo momento. E francamente non so come si possa ricominciare a e finire entro il 30 giugno. Lo spero, ma non sono molto ottimista. Speriamo tutti che possa succedere. Vorrei scendere in campo prima possibile, ma dobbiamo ragionare. Considerando l’ League, dovremmo giocare 17 o 18 partite in due mesi. Fisicamente lo sopporteremo in qualche modo, ma vista la in non so come possa succedere. Nessuno può saperlo o pianificare qualcosa, non si sa quanto tempo potrebbe richiedere. In Cina, hanno messo le cose sotto controllo per quattro mesi e il loro regime è molto più rigoroso che in qualsiasi altra parte d’Europa. Anche se mi piacerebbe che si iniziasse giocare, sono pessimista al riguardo“.

Sulla scelta di rinviare gli Europei di al 2021
“Onestamente è quello che mi aspettavo. Questa era l’unica soluzione logica. Non sono stato sorpreso dalla decisione. La  ha vietato sette o dieci fa di andare in causa del virus. Non sarei stato in grado di venire in o andare in Norvegia”.

Come sta vivendo il fatto di allenarsi da solo casa e non con i propri compagni
“Quattro, cinque fa, ogni giocatore ha ricevuto un programma e comunichiamo costantemente con lo staff. Ci hanno portato le cyclette e anche alcune cose da mangiare, in modo da non dover uscire o uscire il meno possibile. Io sono uscito appena due volte. Da programma dovremmo rivederci domenica, ma non credo succederà. Grazie Dio nessuno della ha il virus ma, se iniziassimo allenarci, probabilmente accadrebbe. È probabile che il ritorno allora venga ritardato di altri sette giorni. Ho degli allenamenti privati ​​che faccio e posso correre nel giardino, ma è molto difficile mantenere la forma fisica richiesta per il calcio. Quando ci riuniremo di nuovo dovremmo iniziare giocare le partite, ma non so come sarà fattibile. Alcuni giocatori vivono in appartamenti e non hanno le condizioni per allenarsi normalmente. Quindi ci vorrà più tempo per entrare nel ritmo della competizione. Ma nessuno ci sta pensando in questo momento”.

L’ di per combattere il virus
“Molti non hanno preso sul serio la situazione. Tutti dovrebbero essere responsabili non solo di se stessi, ma anche delle altre persone. Gli esperti stanno lavorando duramente per aiutare tutti noi. Dobbiamo essere responsabili. Se si dice che bisogna restare casa, si resti casa casa. L’autodisciplina e il rimanere casa possono risolvere questo problema. Se continuiamo così, non lo risolveremo. Se saremo disciplinati, invece, avremo bisogno di meno tempo per uscirne. Gli italiani mentalmente sono simili noi serbi. Non riescono a capire bene la prima volta. Il coronavirus ha colpito inizialmente il nord d’Italia. Prima non c’erano casi al sud e ora ce ne sono come nel nord. L’hanno capito con calma, quando la Milano, e Brescia ha iniziato essere catastrofica. Ora le limitazioni sono molto severe e penso che saranno ancora più rigorose perché ci sono persone che non aderiscono alle misure prescritte”. 

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