CALVO “Così ho fatto giocare la nostra squadra invisibile”

Il Chief operating officer della Roma, Francesco Calvo, ha rilasciato un’ al della Sera. Queste le sue parole:

Come tenere in attività un di che non può fare quello che ha sempre fatto: giocare pallone?
“Ce lo siamo chiesti in tanti. La risposta della è stata: essere utili in questa pandemia che ha bloccato il mondo e seminato lutti”.

Come?
“Abbiamo cercato di dare una mano concreta. Non potevamo essere “competitivi” in una raccolta fondi, così ci siamo indirizzati al reperimento di beni di prima utilità – e gel igienizzanti – che potevamo acquistare e distribuire senza le difficoltà burocratiche di un acquisto pubblico. Poi è stata la volta dei respiratori e dei tablet per gli ospedali. Abbiamo pensato alle iniziative per gli over 75 e over 60, per i bambini Pasqua. La cosa più importante è stato il gioco di squadra”.

In che senso?
“Abbiamo una e-mail interna per raccogliere le idee e tantissimi dipendenti, di tutti i settori, ne hanno mandate. Un coordinatore le ha selezionate e valutate. Abbiamo messo su una specie di invisibile, una che è andata in campo nel sociale”.

Quale è stata la reazione dei alle vostre iniziative?
“L’emozione. Abbiamo filmato le consegne, per tenere una testimonianza sul ufficiale e per fornirne una copia anche a era diventato protagonista. Alcune, però, le abbiamo dovute tagliare perché erano troppo “tifose” Contro i nemici storici è volata qualche battuta che solo i possono capire. La passione per il non si ferma mai”

Cosa ha chiesto, da allenatore, alla invisibile?
“La flessibilità. Non sono un tecnico ma credo che sia una qualità importante anche nei calciatori. E mi faccia dire che anche i nostri sono stati molto collaborativi. Ci siamo accorti – e il discorso vale anche al di fuori dello sport – che c’è una grande voglia di aiutare ne ha più bisogno. Serve però una buona organizzazione e noi ce l’abbiamo messa tutta”.

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