ERIKSSON “Roma-Lecce? Sarebbe stato bello vincere lo scudetto, in rimonta sulla Juventus poi…”

( MATCHPROGRAM) L’ex tecnico giallorosso Sven Goran Eriksson ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha parlato del periodo alla  e di quel sogno svanito contro il Lecce gia ratrocesso. Queste le sue parole al Matchprogram giallorosso:

Dove ha passato questo difficile periodo?
In Svezia. Io ho la fortuna di vivere in una casa isolata, quindi non me ne sono quasi accorto, vivo sempre un po’ in quarantena. Normalmente viaggio parecchio e mi è mancato molto non muovermi. Inoltre lo stop del calcio è stato molto negativo, ma abbiamo vissuto un periodo difficilissimo dove il primo pensiero per tutti è stato rimanere in salute.

Un po’ alla volta stanno ripartendo tutti i campionati, che calcio vediamo?
In il è ripartito qualche settimana fa, ma è molto strano. Gli stadi vuoti non sono mai belli, la mancanza del pubblico si sente molto. Si vede che i giocatori non giocano da molto tempo, commettono tanti errori. Ma il calcio doveva assolutamente ripartire, è un aspetto importante per il ritorno alla vita normale. Credo sia giusto cercare in tutti i modi di portare termine tutti i campionati.

Lo scorso week end è ripartito anche il italiano, la gioca la prima in casa contro la Samp?
In casa la dovrebbe vincere, è di livello superiore rispetto ai doriani.

La ha già giocato la prima Milano contro l’ nel recupero della venticinquesima giornata, invece per la sarà la prima gara ufficiale, che peso potrebbe avere sulla sfida?
Potrebbe essere un bene come un male. La Sampdoria ha già rotto il ghiaccio dopo un lungo periodo di inattività, ma avrà anche nelle gambe la stanchezza di aver giocato tre prima.

Fino al 3 agosto, data della chiusura del campionato, il programma è fitto di appuntamenti, si gioca ogni tre giorni… qual è l’aspetto più delicato da gestire per giocatori e staff?
L’aspetto più importante è avere disposizione un nutrito numero di giocatori. La grande paura di tutti i saranno gli perché il tempo disposizione per recuperare è pochissimo.

Cosa sarà del italiano?
Credo che ancora di più sarà evidente la differenza tra le grandi società e le piccole. I più potenti economicamente hanno una rosa più ampia delle piccole e farà la differenza. Inoltre con impegni così ravvicinati, le squadre abituate giocare tanto tra e avranno la mentalità più aperta per tenere lo stress sotto controllo. La Juventus, esempio, sia che abbia dieci punti di vantaggio o soltanto uno, sa gestire le situazioni, è abituata vincere.

proposito di Juventus, quante volte si è sognato di rigiocare quel -Lecce?
Mamma mia! Il primo mese avevo solo voglia di lasciare l’ per provare dimenticare la delusione enorme provata. Oggi che ho qualche anno in più sulle spalle so che partite così possono capitare, è il bello del calcio, soprattutto quando non capita te. Comunque quando vengo in la gente me lo chiede ancora… Sarebbe stato bello vincere lo scudetto, in rimonta sulla  poi.

Della sua esperienza giallorossa ha qualche rimpianto, se potesse tornare indietro farebbe qualcosa di diverso?
Ero molto rigido e avevo poca esperienza del calcio italiano. Qualche anno dopo lo avrei vissuto in maniera diversa.

Che anni sono stati poi Genova?
Sono stati cinque anni belli. Non era una che potesse competere per lo scudetto, avevano venduto Vialli, ma era un bel gruppo. Una società gestione familiare con al timone, un po’ come avevo trovato con il Viola. Era un altro calcio che oggi non esiste più.

Qualche giorno fa Roberto Mancini, CT della italiana, nella Top 5 dei suoi allenatori ha messo lei al primo posto.
Ringrazio Roberto di cuore della manifestazione di stima nei miei confronti. Abbiamo lavorato insieme quasi 9 anni e siamo diventati amici. Le sue doti di grande allenatore erano evidentissime sin dai primi anni. Quando andai allenare la il mi raccontò che erano stati Vialli e Mancini chiedergli di prendermi, il non sapeva neppure chi fossi.

Da allenatore ha fatto moltissime esperienze in giro per il mondo, oltre all’Italia, prima in Portogallo, poi Inghilterra fino Costa d’Avorio, Tailandia, Cina e Filippine; realtà molto diverse. Quale le ha lasciato di più?
Le Filippine lasciamole stare, sono state un flop, non hanno davvero idea di cosa sia il calcio professionistico. Tutte le altre in qualche modo mi hanno arricchito lasciandomi qualcosa, certo guidare la inglese è quanto di più prestigioso possa accadere un allenatore.

Prima di salutarla, c’è un giocatore che le sarebbe piaciuto allenare?
Quando io ero in giocava un certo Maradona. Il calciatore che ogni allenatore vorrebbe nel proprio team. Comunque ho avuto la fortuna di allenare davvero tanti campioni, non mi posso proprio lamentare.

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