SPAL-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – passeggia sulle ceneri della in un match che non ha sostanzialmente mai avuto storia. Tre punti dovevano essere e tre punti sono stati: l’unico spunto di esaltazione è il capolavoro di Zaniolo.

È la serata delle seconde linee redivive: da , che con tempismo sfrutta l’errore di Letica (era chiaro già in diretta che il goal fosse regolare…), Bruno .

Il terzino realizza addirittura una bella doppietta, che nulla sposta sulle qualità complessive di un giocatore non da che dovrebbe puntare in alto.

Nel dopopartita Fonseca ci informa che non è stato bene: ci prendiamo la giustificazione per le “scampagnate” dello spagnolo in giro per il campo emiliano.

Da un iberico un altro: vispo , che trova un bel goal (primo in campionato) cercato con caparbietà. La rete che chiude la partita è quella di : bene in fase offensiva, si vede in occasione della segnatura di Cerri che la marcatura sull’uomo non è proprio il pane quotidiano del serbo.

Diawara per me sempre meglio in rottura che in costruzione: importante il suo salvataggio sulla linea; entra nel goal del vantaggio, dà il suo contributo di dinamismo. Fisicamente incoraggianti i 45’ di Zappacosta.

Entra : subito sfiora il malleolo di un avversario, talmente è la voglia di dimostrare. Subisce fallo e ignora la mano protesa del giocatore della Spal. Mi piace, ma nel bisogna anche fare buon viso cattivo gioco.

Il 22 prende palla da Smalling e va: corsa splendida, forza nelle gambe, lucidità nel dribbling e nel tiro dopo 60 metri di sgroppata. S’inventino qualcosa, prima di cedere al più presto la società, per lasciare al nuovo proprietario – ma soprattutto ai della Roma – questo patrimonio inestimabile.

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