Dzeko decide il suo futuro

(IL TEMPO) Gli intermediari hanno apparecchiato la tavola per i commensali, che ora devono decidere se sedersi tutti insieme o evitare di vedersi per stringersi la mano e dare inizio alle danze. Non stiamo parlando di una cena in un ristorante stellato ma dell’affare che vede coinvolte Roma, Juventus e Napoli e un numero non indifferente di giocatori: Dzeko, Milik, Under, Riccardi e forse qualche altro calciatore in uscita in ognuno dei tre club. Con l’Inter spettatrice interessata. La storia è nota da almeno un paio di mesi e negli ultimi giorni, dopo settimane in cui non è stata trovata una quadra sulle cifre anche per via del cambio di proprietà che ha coinvolto i giallorossi, è stata impressa una forte accelerazione all’affare, che comunque non può assolutamente essere considerato già concluso e in cassaforte. L’effetto domino sarebbe il seguente: Dzeko lascia la Capitale dopo 5 anni (venne pagato 21 milioni dal Manchester City) e si trasferisce alla corte di Pirlo che lo ha messo in cima alla lista degli acquisti; il sostituto che viene regalato a Fonseca è Milik; i partenopei di Gattuso in cambio della punta polacca ricevono i cartellini di Under (sostituto ideale di Callejon) e Riccardi, convocato dalla Nazionale Under 20. I recenti passi avanti sono nati dopo che Fienga e De Laurentiis, che stanno gestendo la trattativa in prima persona, hanno trovato un’intesa sullo scambio tra Under e Milik: gli azzurri chiedevano un contributo cash da 15 milioni di euro, mentre da Trigoria è stato proposto il cartellino del talento del 2001, già vicino all’addio nella scorsa estate. La soluzione ha trovato il gradimento del Napoli, con Milik che avrebbe una valutazione complessiva da circa 40 milioni, in un’operazione che prevede tre ricche plusvalenze e nessun esborso di cassa immediato. Ancora da decidere i numeri dell’eventuale trattativa (e il possibile inserimento di contropartite tecniche) con la Juventus, con la Roma che parte da una richiesta di 18 milioni per privarsi del suo capitano e bomber. Prima della definitiva fumata bianca c’è però da convincere i due centravanti, vero grande ostacolo al buon esito del maxi-affare.

Milik partirà per gli impegni con la Polonia e rifletterà attentamente sulla proposta giallorossa, che ha già un accordo con il suo entourage per un contratto da 4,5 milioni annui (più diritti d’immagine, bonus e la promessa della maglia numero 9): la base d’intesa è stata trovata in un incontro andato in scena due giorni fa sul lago di Como tra Fienga – ieri sera ancora a Milano, frequenti i colloqui con Paratici – e l’entourage del classe 1994. In casa Roma si aspetta poi la mossa di Dzeko, che in giornata dovrebbe avere un faccia a faccia con il Ceo dopo che il suo procuratore Martina ha avuto un contatto con Paratici. Il bosniaco è tormentato nella sua scelta – il pressing di Pirlo lo tenta, ma la famiglia vuole restare a Roma – e fino al suo via libera non si muoverà alcuna pedina sulla scacchiera. L’Inter segue tutto a distanza (Dzeko piace in caso di addio di Lautaro) e intanto ha trovato un principio d’accordo con Lucci, nuovo procuratore di Kolarov, che potrebbe dire addio così come il suo stretto amico. Capitolo Smalling: al momento c’è ancora differenza tra domanda e offerta con il Manchester United, ma a Trigoria si respira ampia fiducia sul riscatto.

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