ACCADDE OGGI… 19 ottobre: 1997. In 50.000 all’Olimpico a vedere la partita che non c’è!

E’ domenica, un signore con moglie e figli. dall’aspetto non ben definito, forse di un altro mondo, si aggira intono alle ore l3 dalle parti del Bar del Tennis al Foro Italico. E una bella giornata di sole ed è piacevole prendere un gelato seduti all’aperto. Giusto qualche ora da far passare per poi continuare il programma del pomeriggio. Dopo un pò la zona si anima, arrivano ragazzi e ragazze con fazzoletti colorati, genitori con i bambini, nonni con i nipotini, tante famiglie.

Anche la “nostra” famiglia, incuriosita, segue questa moltitudine variopinta, allegra e caciarona, supera un cancello, sale le scale e si trova all`interno dello stadio. E l’Olimpico, nessuno alle porte a chiederti il biglietto, entrano e si siedono.

Che cosa succederà? Per problemi di lingua nessuno può rispondere alla loro domanda. Non può essere un concerto di beneficenza, manca il palco; sarà un’esibizione al centro del campo – pensano i nostri “turisti”. Si guardano intorno: sono in buona compagnia, saranno due o tremila, il sole picchia, fa caldo, è l’ora della pennichella.
Dopo un po” vengono svegliati da cori, si guardano intorno: lo stadio è pieno, la gente canta e sventola bandiere giallorosse, guardano il prato: è vuoto non c`è nessuno.

Alzano gli occhi e dai tabelloni vedono immagini non molto chiare. E una partita di calcio giocata dalla a 300 chilometri di distanza, a Firenze, e solo tremila tifosi giallorossi, per problemi di ordine pubblico, sono potuti andare nella città toscana.

Gli altri, quasi cinquantatremila, sono all’Olimpico, non vedono bene, la pay per view dell’amico sarebbe meglio, ma preferiscono stare lì, insieme agli altri per tifare. Anche la nostra famiglia viene coinvolta in questa euforia generale.

Rimangono delusi per il rigore sbagliato da Balbo, imprecano contro l’arbitro per i troppi cartellini gialli sventolati a sproposito, si arrabbiano per i fallacci su Totti ed urlano “che cullo” alla parata finale di Toldo su Di Biagio. Alla fine escono cantando “Grazie ”.

Questa famiglia riparte, per dove? Per Marte, si per Marte: grazie alla ha scoperto il calcio; ora s’informeranno, leggeranno che non abbiamo vinto molto, ma hanno capito che cosa significa essere romanisti.
Questo non è un racconto di fantascienza: tutto ciò è realmente accaduto, o quasi.

Grazie alla è stato creato un precedente, un calcio per le famiglie con le mamme e i bambini, senza Hooligans nostrani o d`importazione. C’e stata tanta voglia di aggregazione: vedere la partita tutti insieme. E stato un pareggio, ma è come se si fosse vinto, una festa, vissuta all”interno dello stadio Olimpico dai cinquantatremila tifosi.

Agli esperti il compito di studiare questo fenomeno. E ripetibile? Dove? Quando? Non sta a noi dirlo, l”unica cosa che sappiamo è che solo e la sono capaci di iniziative del genere.

Si parla di un calcio che sarà sempre più televisivo, con Telepiù e pay per view, si parla di stadi sempre più piccoli: questo dovrebbe essere il futuro. Il presente, il nostro presente è l’immagine dello stadio Olimpico del 19 di ottobre…

(RIVISTA LA ROMA )


STAGIONE /1998 – VI Giornata
FIORENTINA – ROMA 0-0

Firenze, Stadio Franchi
domenica (15:30)

FIORENTINA: TOLDO, TAROZZI, FIRICANO, PADALINO, SERENA (48′ ST, PIACENTINI), COIS, SCHWARZ, BETTARINI, OLIVEIRA (37′ ST, KANCHELSKIS), BATISTUTA, RUI COSTA

ROMA: KONSEL, CAFU, PETRUZZI (45′ ST, GOMEZ), ALDAIR, CANDELA, TOMMASI, DI BIAGIO, DI FRANCESCO (30′ ST, VAGNER), GAUTIERI

ARBITRO: BOGGI DI SALERNO.
ANGOLI: 5-2 PER LA FIORENTINA.
RECUPERO: 3′ E 3′.
SPETTATORI 36.000. AMMONITI: FIRICANO, TAROZZI, SCHWARZ, CANDELA, ALDAIR, PETRUZZI PER GIOCO FALLOSO, PAULO SERGIO PER OSTRUZIONISMO.
NOTE: AL 34′ DEL PT TOLDO HA PARATO UN CALCIO DI RIGORE BATTUTO DA BALBO.


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