UDINESE-ROMA. A PRIMA VISTA… di Paolo MARCACCI

Tra l’inc-Udine e l’essere, obbligatoriamente, martello. Lo comanda la classifica, lo impone il nome, lo merita la Roma: quella del primo tempo al Bentegodi e quella, perlomeno per settanta minuti, che aveva interpretato la gara con la Juventus meglio dei bianconeri.

Friulani feriti e un po’ frastornati dalla sconfitta patita in casa contro lo Spezia, uno dei risultati più sorprendenti del turno precedente.

In attesa di Smalling col tempo che stringe, con Borja Mayoral in tribuna e con i Friedkin al seguito. A chi pensa che questo sia un dettaglio, rispondiamo che è, fino a ora, il più grande segno di discontinuità rispetto all’era Pallotta.

Strano primo tempo, con la Roma dominante per venticinque minuti almeno, apparentemente con maggiore cattiveria che al Bentegodi, poi però l’occasionissima di Dzeko finisce alta, dopo un controllo a seguire mirabile e, allo stesso modo, il colpo di testa di Santon quasi bacia la traversa. Però un’Udinese ferita, quella che ci si aspettava, non si mostra anche tramortita, anzi: la reazione nel finale produce rischi per Mirante e occasioni tra le quali spicca il pallonetto di Pereyra sul quale Mancini esibisce un salvataggio che vale un gol.

Ci si attende che si accendano, alla ricerca dell’episodio decisivo, tanto Mkhitaryan quanto Pedro, che all’inizio aveva piazzato un paio di dribbling pericolosi. Di certo alla Roma serve l’episodio.

L’episodio arriva, su un alleggerimento fatale e svagato di Becao, grazie al grande giocatore che lo capitalizza: Pedro, quando arriva sul pallone, mostra di avere già in testa conclusione e traiettoria; lo zero a uno bacia l’incrocio e sgretola uno dei due zeri sul tabellone.

Udinese ferita, ora ancor più, ma non doma, come dimostra il volo che Mirante deve esibire sulla conclusione di Forestieri dal lato destro, indirizzata all’incrocio.

La gara finisce spezzettata, a vantaggio degli uomini di Fonseca, che approdano alla prima vittoria, non facile ma alla fine meritata. Si sono corsi dei rischi, degli episodi potevano essere gestiti meglio, ma è pur vero che il primo tempo poteva essere chiuso sullo zero a due.

Ora la sosta, per rifiatare. Con Smalling?

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