UDINESE-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – Primi tre punti dell’era Friedkin: viva e vice che non si perdono una partita! Speriamo per loro possano vedere, prima o poi, un terreno decente: ieri, tra l’altro, eravamo in uno dei “mitici” di proprietà…

Contro l’Udinese – che sconta assenze importanti e che non segna dall’amichevole d’inizio settembre con il Legnago – va in scena la solita di Fonseca: possesso palla e presunto dominio del gioco. Poi però la prima parata la deve fare Mirante, ormai titolare del ruolo.

Bene il di Juve, così come Spinazzola, che prosegue nel suo periodo – iniziato con la ripartenza post-confinamento – d’invidiabile forma.

Malino dall’altra parte Santon: ragazzo serio e professionale ma con limiti di certo maggiori di quelli del “goleador” Florenzi, cui non poteva garantire il posto da titolare.

Tante begli interventi di Ibanez, verissimo: si fa notare per presenza fisica; è bravo nel recuperare dopo una sua ingenuità, quando ostacola Lasagna ormai davanti Mirante. È poi fortunato quando non vede dimezzarsi il suo voto per “merito” di Okaka; l’ex lo agevolmente come perno, salvo poi calciare incredibilmente lato.

Così così Mkhtaryan: ieri – differenza di quanto accaduto con e Juventus – trova il goal, in fuorigioco, ma di certo è meno presente all’ della manovra.

sempre nell’occhio del ciclone: ha un po’ di età e memoria riascolta, più o meno, le stesse accuse che venivano mosse Giannini. E non scomodo ulteriori grandi bandiere oltre al Principe.

che, vero, offre un’occasione Molina con un errato controllo, ma: in questi giorni si opera di nuovo al naso; si sta adattando un ruolo finalmente tolto Diawara; si procura un rigorino inizio ripresa; va vicino al sul cross di e sul tiro che devia di Pedro. Non è una prestazione da 8, certo, ma nemmeno da 4.

Veniamo Dzeko: performance da primo anno Roma, quando sembrava lontano parente del giocatore acquistato dal Manchester City. Il sbagliato è la punta di un iceberg neanche troppo nascosto, ma di certo estremamente solido. Giocatore da ritrovare al più presto.

La partita la risolve Pedro, che sfrutta al meglio un delittuoso passaggio orizzontale di Becao: destro che fustiga il e si deposita alle spalle del pietrificato Musso.

quel punto cambia: sposta De Paul, mette attaccanti; le prova tutte, per cercare il pareggio. Fonseca, invece, come un orologio svizzero, fa il primo cambio 20’ dalla fine; ci mette poi altri 12’ capire che, forse, un centrocampista di contenimento può aiutare.

Pedro – chiudiamo con lui – non è un calciatore da far crescere; non è una plusvalenza da sfruttare per coprire buchi di bilancio. è un campione affermato. Uno di quelli che sarebbe bello veder allenati da Allegri.

2 thoughts on “UDINESE-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *