BENEVENTO-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego – Si ferma la : un pareggio che, comunque la si guardi, resta negativo.

Se è vero che non è pensabile di battere tutte le squadre dal nono posto in giù sia all’andata che al ritorno, è altrettanto vero che si poteva fare di più per prendere i tre punti. Nonostante le assenze forzate.

Perché la prima – e sostanzialmente unica – parata, Montipò la fa dopo 34’ su , criticato spesso priori ma unico ieri tirare, mandare in porta compagni (), sfiorare il nel , propiziare un servendo di tacco

parte questo,la soffre il “muro” campano da subito: la sorpresa di centrale dei tre contro il solo Lapadula, univa le perplessità dei quelle del vicecampione del mondo Minotti, che analizzava la questione, stupefatto, in cronaca.

“Dov’è Dzeko?”, ci si chiedeva. Perché Borja schierata, come contro la , fa fatica… Il bosniaco è al caldo, in panchina, anche al rientro in campo delle squadre, quando ci si domandava pure “perché non togliere per liberare sulla ?”

Ma col divisivo Fonseca funziona così; i tempi delle , palesemente necessarie, sono dilatati: ci si ritrova perciò, per quasi 15’, con fare l’ala sinistra e Pedro ed a guardarsi la partita. Tra l’altro con l’avversario già ridotto in interiorità numerica, contro il quale si doveva provare, all’estremo, allargare il gioco per aprirne le e trovare il pertugio vincente.

Lo stesso portoghese ammette che la non fosse stanca: reduce sì dalla coppa giovedì, ma da un secondo tempo in rilassante superiorità numerica. Lo dimostra il fatto che nessuno abbia accusato crampi o avuto necessità di sostituzione anticipata.

Unica vera eccezione il ventiseienne , che spesso al 70’ ha bisogno di rifiatare, obbligandoci a vedere in campo ben più del dovuto. Ho letto di trattative per il dell’olandese, che va a scadenza nel 2022: le priorità, onestamente, mi sembrano ben altre.

Il si difende, come tradizione delle squadre di provincia che devono fare punti. L’anomalia è una a 20 squadre che permette a troppecompagini di giocare rilassate “dal basso”, come va di moda ora, concedendo agli avversari, spesso, praterie una volta inimmaginabili.

Non ce ne vogliano i giocatori del , ma la serie di svenimenti che li hanno coinvolti nel corso della partita non li vedevamo da quando il loro tracollava nelle aree avversarie,guadagnandosi discutibili. Un Filippo Inzaghi che, per atteggiamenti, tenta di rubare la palma del meno sportivo al fratello Simone.

C’è la coppa giovedì, per una serata che non deve ammettere storie. Poi il ferito, con i diffidati “salvati”, viste anche le assenze di ieri sera: è, semplicemente, il momento decisivo della

2 thoughts on “BENEVENTO-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

  • 22/02/2021 in 19:17
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    Se veramente pensavamo di vedere un nostro giocatore che intendesse saltare, palla al piede, due difensori tra i tanti arroccati nel castello difensivo della compagine di A2 di turno, allora siamo decisamente fuori strada.
    Ieri è stato dimostrato che il nostro allenatore ha finito per livellare i pochi talenti a sua disposizione in nome di un’organizzazione di gioco noiosa, anche stucchevole, prevedibile e dunque assolutamente infruttuosa.
    E non che non avessimo giocatori in grado quanto meno di provarci tra i vari Myki, Pellegrini, Veretout, poi Pedrito ed Elsha, è che gli ordini di scuderia parlavano di un offensiva attendista che prima o poi avrebbe beneficiato dell’errore difensivo. Non pervenuto.
    Dunque torniamo dal Sannio con le pive nel sacco senza neanche aver provato a tirarla in porta, se non quel rasoterra nemmeno troppo angolato di Pellegrini.
    E dobbiamo ringraziare la pochezza del contropiede, capitanato da quel sordido Lapadula, se non ci hanno fatto piangere loro….
    Soddisfazioni sempre poche.

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