BRAGA-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – 2-0 in trasferta e qualificazione agli ottavi indirizzata. Era quello che serviva a una Roma che perde pezzi: se ha un problema in un settore, si può star certi che ogni tipo d’infortunio o squalifica si concentrerà proprio lì.

Così, con i problemi fisici di Cristante prima e Ibanez poi, vengono fuori limiti e scelte sbagliate. Nel primo caso Santon, all’ennesima indisponibilità: una delle tante situazioni da risolvere nel mercato estivo. Nel secondo, non aver inserito almeno Fazio nella lista UEFA: se uno gioca con tre difensori centrali, dovrebbe averne almeno cinque di ruolo su cui poter contare.

Per fortuna, ci aveva già pensato il capitano senza fascia Dzeko: tocco da campione sul bel cross di Spinazzola, servito dall’ordinato Diawara, rispolverato dal 1’.

Fuori Cristante, quindi, con un terzino di spinta a fare il terzo centrale. Era già successo, in Europa League: per fortuna il Braga, che mantiene il possesso palla e ci prova nel primo tempo, non offre mai l’idea di poter trovare la via del goal.

La trova la Roma, ma in fuorigioco: sia Mkhitaryan nel secondo tempo, comunque tra i migliori, che Pedro nel primo – ancora rivedibile – vengono fermati in offside.

La ripresa si desta subito dalla tranquillità a causa di Ibanez. Su un controllabile lancio lungo, il brasiliano sbaglia il tempo d’intervento, dovendo poi dare una spallata in area a Sporar e facendosi anche male nell’occasione: l’arbitro Kovacs, per fortuna, sorvola su un rigore che poteva starci.

Non lo fa, giustamente, pochi minuti dopo, quando Esgaio colpisce il neoentrato Villar, meritandosi il secondo giallo. I giallorossi quindi, costretti a far scalare Karsdorp in difesa, possono comunque star più rilassati data la superiorità numerica.

Rischi concreti non ne corrono: solo un brivido quando Pau Lopez liscia, ancora una volta, un pallone che giunge a ridosso della sua area, rimediando poi in fallo laterale. L’azione fa ancora più effetto data la prova dell’altro estremo difensore di giornata, Magalhanes, folcloristico per certi aspetti, ma bravo più volte a chiudere, di testa o di piede, ben fuori dai propri 16 metri.

C’è tempo, finalmente, per rivedere El Shaarawy: il tocco giusto nell’azione che porta Veretout a dare il pallone del “basta spingere” a Mayoral, subentrato a Dzeko.

Viste le tre partite (Benevento, ritorno col Braga e Milan) in pochi giorni, “alleggerire” il ritorno di coppa è di certo cosa buona: considerando poi che, con 6 diffidati in campionato e i problemi fisici sopraggiunti, le difficoltà non andranno certo a scemare.

(foto: https://www.facebook.com/SCBragaOficial)

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