ACCADDE OGGI… 23 febbraio: 2020. Un anno fa l’ultima partita con i tifosi all’Olimpico

Un anno, 365 , questo passato da che la Sud, il cuore pulsante della tifoseria giallorossa, manca dall’Olimpico. era li quel giorno non poteva pensare ne immaginare quello che poi sarebbe successo dopo in e nel resto del mondo. Eppure qualche avvisaglia c’era, dato che nella stessa giornata era già stata annullato il match tra e . Quello che è successo dopo è storia, una triste storia. In attesa che tutto si sistemi e che finalmente si possa tornare allo , il pensiero va tutte le persone che hanno combattuto e che continuano combattere contro questo mostro, cosi come tutti quelli che hanno perso cari in questa battaglia…


PRIMA VISTA di Paolo

Tutto, meno che una domenica normale. Anzi, per paradosso, è anormale che – Lecce si disputi regolarmente. È anche una sorta di privilegio, per il dell’Olimpico, compresi i tremila accesissimi sostenitori provenienti dal Salento per sostenere i loro giallorossi, quelli senza l’ocra e il pompeiano. 

rendere particolare la domenica ci si è messo anche il contenuto delle dichiarazioni di Paulo , in una delle sue conferenze più pregne di contenuti e spunti di riflessione, soprattutto per quanto riguarda i passaggi su Pellegrini, cui ha rinnovato la fiducia proprio nel momento di difficoltà, e sugli obiettivi della , che secondo l’ portoghese non sarebbe da bocciare qualora non dovesse raggiungere il quarto posto. Cicero pro domo sua, non è una colpa; poi, si potrà essere più o meno d’accordo, fine stagione, circa il dato tecnico. Diverso il discorso economico, come sappiamo, ma al tempo stesso anche scontato in partenza. Avremmo evitato il roboante paragone con , ma sono punti di vista anche questi. 

Come si presenta questa ? Particolare è l’, che nei e nell’identità tattica sovverte i cliché della lotta per la retrocessione: bene, meglio delle dirette concorrenti per e trame in attacco; arrendevole in copertura per ciò che concerne le statistiche dei presi e dei duelli nella propria metà campo. Manca Falco, per fortuna della , perché si tratta dell’ che esibisce la maggiore naturalezza nel saltare l’uomo.  

C’è in coppia con Smalling, al centro della ; destra e Kolarov sinistra; in mezzo Cristante e Veretout; sulla trequarti le scelte meno attese, forse: e accanto Pellegrini. 

Meglio, molto meglio che contro il Gent l’approccio della alla : più concretezza e manovra più fluida, sempre con Edin punto di riferimento offensivo a trecentosessanta gradi. 
Il vantaggio, con il pregio dell’estetica, dà ragione alle scelte di : sbaglia Petriccione e , oggi ispiratissimo, offre un cioccolatino di esterno destro per che con perentorietà scrive l’uno a zero sul tabellone. Anche nel caso del fulgido raddoppio la rifinitura è più bella della conclusione: stavolta è che lungo l’out sinistro offre una palla coi giri contati a che entra come una lama nel burro cesellando il due a zero.
Un grande Smalling; un Kolarov più concreto e autorevole rispetto alla gara col Gent di giovedì scorso. Aspettando Lorenzo Pellegrini, che avrebbe avuto in un paio di occasioni la palla del e in entrambe l’ha gettata alle ortiche, pur avendo partecipato con qualità alla manovra. 
Però, Pellegrini non rientra. Tocca a ; sfumatura psicologica di che procede nell’intervallo, preservando Lorenzo da un dissenso che, comunque, al momento dell’annuncio non c’è stato. 

A ridosso dell’ora di gioco, come al solito è calato , che puntualmente viene rilevato da

È il Lecce che si affaccia con un po’ di coraggio in più o che abbassa i ritmi per mettere in ghiacciaia la
Fuorigioco? FuoriDzeko? No, tre a zero, anche se con boato differito. 

Ora sì, ora Accademia, con la maiuscola se si pensa a certi preziosismi tecnici ammirati oggi pomeriggio. 
Kolarov, su assist di : quattro a zero. 

Adesso in , con tanta convinzione e molti romanisti al seguito. Romanisti brava Gent.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *