ROMA-GENOA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego , come non abbiamo giocato una grande gara? Tre punti, sfruttando un piazzato e sostanzialmente mai pericoloso. Io firmo perché vadano tutte così: lei no?

E pazienza se non ci sono state ripartenze spumeggianti e giocate verticali in velocità. La ha gestito il match: magari avesse la stessa cura anche nelle partite con le avversarie migliori che incontra.

L’ è in buona forma ma davanti si presenta, con tutto il rispetto, con e Pjaca: se tu hai recuperato , puoi dirti relativamente , anche se scala fare il marcatore sinistra.

Sul centrodestra c’è invece , che trova un bel su corner di : sono reti che, una volta, si vedevano raramente. Ormai l’ lasciato per la marcatura zona, che sfrutta al meglio il “terzo tempo”, è pressoché una costante.

, senza far cose eclatanti, vive il miglior momento da quando è : anche ieri sostanza tanta, costruzione poca.

Per quella c’è : bene nelle idee; male in alcuni finalizzazioni tra cui una punizione “moscia” e un da buona posizione alle stelle; ottimo nel , quando fa scorrere i tra punizioni e angoli guadagnati.

meglio delle ultime uscite e non ci voleva molto: il colpo di che aveva propiziato la rete dei avrebbe di certo rinfrancato i due spagnoli. Perché se l’ex continua non esprimersi al meglio, stesso può dirsi – con i dovuti paragoni – di Borja , anche ieri piuttosto deludente.

Così come , cui nulla si può dire per la voglia ma qualcosa sì per l’efficacia: sembra un po’ arrugginito e, forse, paga anche la posizione in campo, non proprio ideale per il suo modo di giocare.

Senza far danni o facendo bene, come , i subentrati, cambi che nelle prossime due settimane (4 partite da disputare prima della ) saranno necessari, costanti e da effettuare con il tempismo giusto. Per continuare sperare in quel quarto posto, comunque, onestamente difficile da raggiungere.

Magari accettando che non si debba sempre “dominare” il gioco, ma prendere i tre punti cinicamente come ieri, potrebbe essere meno complicato.

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