TANTI AUGURI A… Toninho CEREZO

a Toninho che oggi compie 66 anni. Con la Roma ha vinto 2 totalizzando 101 presenze e 24 reti. Lo festeggiamo attraverso le parole del Prof. Paolo Marcacci…

LA ROMA 344 – TONINHO

Ci sono personaggi, nel mondo del , dei quali per quanto se ne parli, si ha sempre la sensazione di parlarne troppo poco; il fatto è che c’è una quantità sterminata di aneddoti attraverso i quali li abbiamo conosciuti e amati, e per cui ancora oggi ne parliamo con affettuosa nostalgia. Capita, poi, a volte, che quei personaggi siano stati, e nella gratitudine dei tifosi continuino a essere, anche grandissimi sul terreno di gioco, il che complica le cose, perché a un certo non si ricorda più se ci si è affezionati all’uomo o al giocatore. A pensarci bene, già questo è un tributo a entrambi. Antonio Carlos da Belo Horizonte: Toninho, ovvero la fantasia al potere; anzi, meglio: il potere alla fantasia. È questa l’espressione che meglio rispecchia questo grande artista del pallone, che più delicato dei piedi aveva e ha soltanto il sorriso; i primi gli son serviti per coccolare la palla, il secondo la vita.

Raramente i tifosi della Roma hanno continuato amare così tanto un giocatore dopo che questi è andato via; ancora più raramente un giocatore ha continuato amare così tanto una dopo averla lasciata. Il fatto è che con Toninho fu subito amore,

Per spiegare un sentimento del genere non basta il fatto che, al momento del suo arrivo, era già conosciuto come uno dei migliori centrocampisti al mondo, uno che era stato il migliore in campo della nazionale brasiliana che il 5 luglio 1982 aveva affrontato l’ al Sarrià di , nella gara decisiva per il passaggio alle del Mundial spagnolo. In quell’ del 1983, il Dino ingaggiò una durissima battaglia, contro e , per portare a vestire la giallorossa, sulla quale nel mese di era stato cucito lo

C’erano problemi riguardanti il rispetto dei tempi utili a ottenere il transfer dal Brasile, gli stessi che stava avendo l’ per tesserare Arthur L’ era la mecca del : i più grandi prima o poi finivano per far parte della Serie A. Quando arriva a Roma, ha ventotto anni e una storia di già prestigiosa alle spalle: esclusa una parentesi nel Nacional di Manaus, ha militato dal 1972 al 1983 nell’ Mineiro, il club più importante dello stato di Minas Gerais, dove è nato – a Belo Horizonte, come già ricordato – il del 1955 , già: sin dalla , qualcosa di Roma è nel suo destino.

In quegli anni si mette in luce come centrocampista due volte atipico: la prima perché non è facile, nel brasiliano dell’epoca, trovare un giocatore con doti di copertura e di geometrica razionalità come le sue; la seconda perché da un mediano – dovremmo chiedergli scusa per la restrittiva catalogazione – che brilla per acume tattico, non sarebbe lecito aspettarsi un bagaglio tecnico come il suo; tratta la sfera come pochi altri e le sue impressionanti doti di palleggio risaltano ancora di più per un particolare: Cerezo è un lungagnone, dall’andatura ciondolante e apparentemente sgraziata – caratteristica che nella Capitale gli varrà una serie di soprannomi che vanno da Tiramolla a Polipo – che diviene però elegante appena si trova il pallone tra i piedi. Piedi fenomenali, quelli di Toninho, insistiamo sul concetto, perché se uno che ricopre il suo ruolo riesce a brillare per i fondamentali, in una generazione come quella dei calciatori brasiliani nati attorno alla metà degli anni cinquanta, altro non è che un fenomeno.

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