TORINO-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – In questi casi si dice “partita da dimenticare”. No, no: va invece ricordata e pure bene, per non avere dubbi o debolezze da eventuale riconoscenza su tutto ciò che andrà fatto a fine stagione per ribaltare questa squadra.

Fonseca riprova la mano vincente contro il Bologna, ribadendo una scelta netta: in campionato vanno le seconde e le terze linee. Una settimana fa il goal di Mayoral e gli errori del Bologna, con anche le parate e le buone uscite di Mirante, erano bastate: ieri, evidentemente, no.

Perché se è vero che la Roma nel primo tempo ha subìto occasioni ma ha avuto svariate opportunità di fare il secondo goal – tutte frustrate dalle scelte di un desolante, assist di tacco a parte, Pedro – è altrettanto vero che l’allenatore portoghese non ha calcolato il quid in più del Torino rispetto al Bologna: le motivazioni.

Nicola gioca infatti per salvarsi e, nella ripresa, mette mano alla sua squadra per recuperare il risultato. Fonseca, dall’altra parte, fa il solito lavoro più di bilancino del minutaggio che di modifica dell’inerzia della gara.

Tutto ciò sommato agli errori grossolani di Mirante e Fazio, ma non solo, ecco presto giunta l’ennesima figuraccia di un campionato altamente, indiscutibilmente mediocre, che pone la Roma in zona Conference League.

Sembra si stia già facendo l’analisi di un’annata conclusa, invece mancano ancora sette (!!) partite al termine di questa Serie A, che rischiano di rappresentare solo una lunga agonia mitigata dal sogno – perché di questo si tratta – di superare il Manchester United.

È vero che è piena la storia di squadre incappate in annate in cui non funzionavano in campionato ma si trasformavano in coppa: non credo però che questa clima da vacanza possa aiutare la Roma a essere più incisiva nei giovedì europei.

Se proprio dobbiamo vedere questo Fazio, da tempo lontanissimo parente del bel giocatore delle prime due stagioni a Roma, e Pastore a centrocampo, non è meglio dar spazio a un paio di giovani? E lo scrive chi non è certo favorevole a squadre con i giovani.

Reynolds è un ragazzo di vent’anni che andrà valutato davvero più avanti; Carles Perez è sempre più una certezza negativa; Bruno Peres dovrebbe essere già d’accordo con i turchi del Trabzonspor;  Diawara, oltre i suoi noti limiti, ci ricorda come sia incredibile che Massa arbitri ancora in Serie A (primo giallo dopo un fallo netto non fischiato proprio al centrocampista giallorosso).

Giovedì arriva l’Atalanta e, in base alle turnazioni di Fonseca, dovrebbe rientrare un buon numero di “titolari”. Chiediamo solo di evitare figuracce: siamo eccessivamente pretenziosi?

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