ROMA-MANCHESTER. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – Chiedevamo una prova di dignità. Almeno in questo siamo stati accontentati. 

Non concordo però con la narrazione che vuole eliminata per il solo secondo tempo dell’andata.

Vero che ieri c’è stata addirittura più di una possibilità di andare sul 31 ma, allo stesso tempo, è innegabile che avremmo trovato un Manchester diverso con un parziale di partenza meno netto.

Una che, questo sì, ha dimostrato di essere forte ma tutt’altro che imbattibile.

Nella prima post ufficiale di Fonseca, riscopriamo che dietro può giocare 4 e che può fare il centrocampista. 

In quel ruolo l’ex giocatore dell’Atalanta, esageriamo, ha una media- tipo dei bei tempi. Peccato aver passato la stagione fargli fare brutte figure da libero.

Tanto per cambiare si fa male Smalling:

livello di infortuni da tempo abbiamo superato il grottesco.

lancia la bella storia di preferendolo Kumbulla: sarà interessante vedere il pensiero di sul giovane centrocampista. 

Mi piacerebbe vedere in molti, se non oggi assolutamente da agosto, l’orgoglio, la rabbia, la non sopportazione della sconfitta espresse da Gianluca Mancini, che interpreta il nel modo che preferisco.

Per il resto, il match di ieri ci dice molte cose che già sappiamo: mancano i portieri; necessita di un’importante educazione tattica; Pedro, anche in una delle poche serate positive, finisce la con la gamba fasciata.

Bruno viene lasciato in campo infortunato e puntualmente, con marcarlo, Cavani trova il 22 La scarsa cura dei dettagli è stato uno dei principali vulnus di in questi due anni.

C’è tempo per il -vittoria del giovane Zalewski, mentre giocava l’ennesima buona e aveva messo segno la quarta rete nelle quattro gare di semifinale europee giocate dalla negli ultimi trent’anni. 

Ancora due settimane di prima di iniziare finalmente una nuova storia: ma il anche futuro – o meno – non può non passare da queste quattro partite. 

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