SPEZIA-ROMA. “Storia di ieri”, riflessioni del giorno dopo…

di Diego ANGELINO – Partiamo dal concreto: l’accesso al di e l’addio – finalmente – e all’ scelto da una proprietà precedente.

Se poi dovremo affrontare la competizione continentale al meglio delle nostre forze o con le seconde/terze linee, come fatto nel girone di quest’anno, lo deciderà Mourinho. Ma l’importante sarà esserci.

L’ultima di è il consueto pianto: scemata anche la flebile verve giunta prima di vincere il derby, la si presenta con 4 attaccanti e come fosse in gita, anziché ancora con un obiettivo da raggiungere. Lo Spezia ringrazia, intercettando decine di palloni e sfruttando quelli giusti.

I liguri sono in vacanza ma allo stesso tempo sono una squadra, cosa che troppe volte non si è potuta dire dei giallorossi in queste due mediocri stagioni.

Il primo tempo, semplicemente, non è commentabile: per rispetto mio e vostro, che già vi abbiamo dovuto assistere.

Meglio passare alla ripresa, dove incredibilmente entra Reynolds, tra l’altro sinistra, e solo la rete di un perlomeno vivace El Shaarawy riapre una partita in cui devi aspettare gli ultimi cinque per trovare il del 22. Rete che, ne siamo tutti consapevoli, in altri contesti e con altri obiettivi difficilmente sarebbe stata convalidata.

Finisce così, con la settima pari punti col Sassuolo – la Lazio sconfitta è sempre una certezza – che precede gli avversari per differenza reti.

Ma tant’è: è troppa la voglia di voltare finalmente pagina che non mi perderò in superflue, né in ringraziamenti che non ritengo dovuti se non Te lettore, che hai sempre la pazienza di leggermi. Con questa rubrica, con rinnovato entusiasmo, ci ritroviamo agosto. Forza Roma!

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