STORIE GIALLOROSSE… Più Marquinho che Marco Antonio

Di Franco Marco è un nome importante. Pensiamo, ad esempio, quello che di cognome faceva perché apparteneva ad una delle famiglie nobili più importanti dello Stato Pontificio. Anche se il suo nome era tutto unito, Marcantonio. Un condottiero, una dei vincitori della battaglia di Lepanto. Un uomo vincente. Forse è anche per questo che molti pensarono di trovarsi di fronte ad un calciatore importante e di grande personalità quando, il del 2012, la prese un brasiliano che si chiamava proprio così, Marco Antônio (e poi de Mattos Filho), detto comunemente . Come avviene un po’ per tutti i Marchi del

Un esterno sinistro di centrocampo, adattabile anche come terzino sulla stessa fascia, perché mancino naturale. La lo prese in dalla Fluminense, con un diritto di riscatto fissato 4,5 milioni di E lui fece di tutto per farsi riscattare, giocando abbastanza bene quei primi mesi in giallorosso, nei quali dimostrò di avere una grande adattabilità e in cui segnò 3 nelle 15 partite che giocò della seconda parte del 201112 Così la lo riscattò e nella seguente (201213) , di partite ufficiali, ne disputò 30, segnando 4 , che gli valsero la conferma in organico anche per quella successiva. Almeno fino al del 2014, quando chiuse i suoi due anni in giallorosso dopo 56 partite ufficiali e 7 perché venne ceduto in al Da quel giorno alla non tornò più, lasciando molti il dubbio se fosse o meno un giocatore più forte di quello che si era visto. Di sicuro non era quel Marco di grande personalità, capace di emulare le gesta rinascimentali del e di condurre, così, le schiere giallorosse alla vittoria, che molti avevano sperato di aver trovato in quel invernale del 2012 al termine del quale era arrivato nella Dove, tra l’altro, nella 201213 visse un rapporto molto turbolento con , al quale si rivolse in modo non proprio dopo che quest’ lo aveva appena sostituito nella trasferta di Catania. “Togli Balzaretti, non me che mi sono fatto il culo” gridò mentre usciva dal campo all’indirizzo del boemo, che non lo convocò nemmeno per la seguente. Il quarto di andata di . Insomma, Roma abbiamo visto più che Marcantonio!

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